Visualizzazione post con etichetta Da S. Teresina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Da S. Teresina. Mostra tutti i post

domenica 8 febbraio 2015



VIVERE D'AMORE
3. Vivere d'amore è vivere della tua vita, Re glorioso, delizia degli eletti! Tu vivi per me nascosto in un'ostia... Ed io voglio nascondermi per te, Gesù mio! Occorre solitudine agli amanti, un cuore a cuore che duri notte e giorno: il solo tuo sguardo mi fa beata: io vivo d'amore!

sabato 7 febbraio 2015

Santa Teresina - Poesie




VIVERE D'AMORE
 
3. Vivere d'amore è vivere della tua vita, Re glorioso, delizia degli eletti! Tu vivi per me nascosto in un'ostia... Ed io voglio nascondermi per te, Gesù mio! Occorre solitudine agli amanti, un cuore a cuore che duri notte e giorno: il solo tuo sguardo mi fa beata: io vivo d'amore!

venerdì 6 febbraio 2015

Santa Teresina - Poesie


Vivere d'Amore

2. Vivere d'amore è custodirti, Verbo increato! Parola del mio Dio! Io t'amo, e tu lo sai, divino Gesù! Lo Spirito d'amore m'incendia col suo fuoco. Amando Te attiro il Padre, che il mio debole cuore conserva, senza scampo. O Trinità! Sei prigioniera del mio amore.

giovedì 5 febbraio 2015

Da Santa Teresina


Vivere d'amore

1. Nella sera d'amore Gesù, fuor di parabole, disse: Chi vuole amarmi osservi la mia parola fedelmente, ed io e il Padre mio verremo a visitarlo: prenderemo dimora nel suo cuore, ne faremo la nostra reggia, il nostro vivente soggiorno, perché voglianto ch'egli resti nel nostro amore.

sabato 31 gennaio 2015

Santa Teresina - Ai Santi Innocenti, miei fratellini in cielo

 

Ai Santi Innocenti, miei fratellini in cielo

1 – Bambinelli felici! Con tenerezza, il Re dei cieli, vi benedisse e colmò di carezze le testoline liete! Ed io quasi già vedo i beni smisurati ch'egli vi dona in cielo, o voi che siete immagine d'ogni innocenza!
2 – Voi contemplasse le ricchezze del Paradiso, prima ancor di conoscere le nostre amare tristezze, o cari gigli mietuti in boccio dal Signore, sull'aurora… E il suo cuore seppe farvi sbocciare, soleggiandovi col suo amore.
3 – Bambinucci d'un giorno, quali cure ineffabili, e tenerezze squisite, e che amore vi prodiga quaggiù la Chiesa nostra madre! Voi foste le primizie offerte a Dio dalle sue braccia materne; e per l'eternità sarete voi la delizia dell'alta azzurrità.
4 – Voi il corteo virginale dell'Agnello: e, privilegio inaudito, spetta a voi ridire un canto nuovo. Senza lotta, siete giunti alla gloria dei conquistatori: e il Salvatore ebbe da voi la vittoria, vincitori leggiadri.
5 – Non un brillio di gemme vi si vede tra i capelli, ma i cieli son rapiti dai riflessi dorati dei vostri riccioli: e i tesori, le palme, le corone degli Eletti son tutte vostre. In quella santa patria vi fanno da trono le ginocchia degli Angeli.
6– Con essi giocate vicino all'altare; e i vostri canti, o stuoli leggiadri, deliziano il cielo! Il buon Dio v'insegna come fa le rose, gli uccelli, i venti; né v'è un genio quaggiù che sappia tutto ciò che sapete voi, bambinelli!
7– Con le vostre manine cogliete le stelle dai mille fuochi, sollevando i misteriosi velari del firmamento; e correndo lasciate un'argentea traccia. Spesso, la sera, io credo di vedervi, quando contemplo la candita via lattea…
8 – E correte in braccio a Maria, dopo le tante feste; vi appisolate sotto il suo velo, bionde testine; deliziosi folletti, la vostra audacia infantile piace al Signore. Voi osate carezzarne il volto adorabile; quale favore!
9 – Santi Innocenti, il Signore mi dette voi per modello; e voglio essere la vostra immagine, bambinucci. Vogliate ottenermi le virtù dell'infanzia. Il candore, e il perfetto abbandono, la vostra cara innocenza m'incantano il cuore.
10 – Signore, tu sai gli ardentissimi voti della mia anima in esilio. Vorrei mietere per te dei bei gigli; cerco per dilettarti i bocci primaverili che mi piacciono tanto: falli degni dell'acquasanta del tuo battesimo, vieni a coglierli.
11 – Sì, voglio infittire il candito stuolo degli Innocenti; ed offro gioie e dolori in cambio d'anime infantili. Re dei cieli, io voglio un posto fra questi Innocenti, voglio baciare anch'io, come loro, il dolce tuo volto, o mio Dio.
Febbraio 1897

venerdì 30 gennaio 2015

Santa Teresina: La mia pace e la mia gioia

 Teresa fanciulla

La mia pace e la mia gioia

1 – Vi son anime, in terra, che cercheremo invano la felicità; per me è tutto il contrario, ho la gioia nel cuore. È un fiore non effimero, che posseggo per sempre; e ogni giorno mi sorride, fresco come una rosa.
2 – Davvero, son persino troppo allegra, e faccio sempre quello che voglio; ma come potrei non esserlo, e non mostrare la mia gaiezza? Ho per gioia amor di sofferenza, e sorrido piangendo; e son grata alla spina che mi s'annida tra i fiori.
3 – Quando l'azzurro abbuia, e sembra abbandonarmi, la mia gioia è di restar nell'ombra, abbassarmi, nascondermi. La mia pace è la santa volontà di Gesù, solo mio amore; così vivo senza tema, e amo il giorno quanto la notte.
4 – La mia pace: restar piccola; così, se m'avvien di cadere, subito mi rialzo, e Gesù mi dà la sua mano. Allora gli dico ch'egli è tutto per me, lo copro di carezze; e le raddoppio se si nasconde alla mia fede.
5 – La mia pace, se mi vien da piangere, è di nasconderlo alle mie consorelle; quant'è soave il saper velare il dolore! Sì, voglio patire e non dirlo, perché Gesù si consoli: ché m'è gioia il vederlo sorridere quando il mio cuore è in esilio.
6– La mia pace è di sempre lottare per generar degli eletti; e teneramente dire, più che posso, al mio dolce Gesù: Per te, mio divino fratello, son felice di patire! E la mia gioia quaggiù è di rallegrarti.
7– Voglio vivere tanto, Signore, se tu lo vuoi: o venirmene in cielo, se ti fa piacere. L'amore, questo furore celeste, mi consuma sempre; che m'importano la vita o la morte? La sola mia gioia è d'amarti!
1 gennaio 189

giovedì 29 gennaio 2015

Da Santa Teresina: Gesù solo

 

Gesù solo

1 – L'ardente mio cuore vuol sempre donarsi, ha bisogna di mostrare la sua tenerezza. Chi potrà intendere il mio amore, chi ricambiarmi amore per amore? Invano lo chiedo; tu solo, Gesù, puoi saziar la mia anima. Nulla quaggiù potrebbe allietarmi, non è di qui la vera gioia. sola mia pace, felicità, solo mio amore, Signore, sei tu!
2 – In te, che sapesti creare il cuore delle madri, io trovo ogni paterna tenerezza. Verbo eterno, Gesù, solo mio amore, il tuo cuore è più che materno per me. Sempre mi segui, mi custodisci; e quando ti chiamo subito accorri, e se qualche volta sembri nasconderti, eccoti presto che m'aiuti a cercarti.
3 – A te solo m'attacco, Gesù, corro tra le tue braccia, corro tra le tue braccia, mi ci nascondo; voglio amarti con tenerezza infantile, ma giostrare per te da valente guerriero. Con infantile delicatezza voglio colmarti di carezze, e nel mio apostolato slanciarmi nella pugna come un soldato.
4 – Il tuo Cuore, che custodisce e rende l'innocenza, non tradirà la mia confidenza; in te, Signore, la mia speranza ha pace; ti vedrò in cielo, dopo l'esilio. Quando si leva in me la tempesta, alzo la testa verso di te, Gesù, e nel tuo sguardo misericordioso leggo: Creatura… io ho fatto i cieli per te!
5 – So bene che, nel tuo cospetto, sospiri e lacrime mie son tutte raggianti di grazia; e che, nonostante la tua corte di serafini tu cerchi il mio amore… Tu vuoi il mio cuore, Gesù… ed eccolo! T'abbandono ogni mio desiderio: o mio Sposo, mio Re, io voglio amare soltanto per te tutto quello che amo.
15 agosto 1896

mercoledì 28 gennaio 2015

Santa Teresina - Perché t'amo, Maria

Perché t'amo, Maria Statua di Santa Cecilia a Roma

1 – Vorrei cantare, Madre, perché t'amo; e perché il dolce tuo nome mi fa trasalire il cuore. E perché il pensiero della tua suprema grandezza non saprebbe ispirarmi spavento nell'anima. Se ti contemplassi nella sublime tua gloria che di tanto sorpassa la luce degli eletti, ah non potrei credere che sono la tua bambina, Maria, e davanti a te abbasserei gli occhi.
2 – Perché una creatura possa darsi tutta alla mamma bisogna che questa pianga con lei, divida i suoi dolori. Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te! Ben meditando la tua vita sul Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a te: non m'è difficile credermi tua creatura, perché ti vedo mortale e sofferente come me.
3 – All'angelico annunzio del mistero divino, che ti fa Madre di un Dio regnante per tutta l'eternità, l'altro stupendo mistero, eleggesti, del tesoro ineffabile della tua verginità. E comprendo che la tua anima, Vergine immacolata sia più cara al Signore del suo bel Paradiso: comprendo che essa, umile valle dolcissima, contiene il mio Gesù, l'oceano dell'amore.
4 – Io t'amo, chiamandoti la fanticella del Dio che rapisce con la tua umiltà. Questa grande virtù ti rende onnipotente, e invoglia del tuo cuore la santissima Trinità. È allora che, coprendoti con la sua ombra lo Spirito d'amore, il Figlio eguale al Padre s'è incarnato in te. E tanti saranno i suoi fratelli peccatori, tanti che Egli dovrà esser chiamato: Gesù, il tuo primogenito.
5 – Piccola come sono, Maria, lo sai bene, come te, accolgo in me l'Onnipotente. Né la mia debolezza me ne spaventa, se i tesori della madre appartengono anche alla creatura. Ché io sono la tua bambina, Madre amatissima! Le tue virtù, il tuo amore, non sono forse i miei? Così, quando la santa particola mi scende nel cuore, il dolce tuo Agnello, Gesù, crede di riposare in te.
6 – O Regina degli eletti, tu mi fai sentire che, passo passo, non è impossibile seguirti per lo stretto sentiero del cielo: tu l'hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù. Dietro di te, Maria, voglio restare piccola come sono; vedo anche troppo la vanità delle terrestri grandezze. E imparo a esercitare l'ardente carità di santa Elisabetta, che ricevette la tua visita.
7 – Là presso inginocchiata, dolce Regina degli Angeli, io ascolto il cantico sacro che sgorgò dal tuo cuore; tu m'insegni a cantare le lodi divine, a gioie in Gesù, mio salvatore. Balsamo ai secoli futuri è la mistica rosa delle tue parole d'amore, Grande cose ha fatto in te l'Onnipotente. Mediterò su di te questo, per benedirlo.
8 – Quando il buon san Giuseppe ignora ancora il miracolo che nella tua umiltà vorresti nascondere, tu lo lasci al suo pianto, vicino al tabernacolo che vela la divina beltà del Salvatore. Quando m'è sempre più caro il tuo eloquente silenzio! Esso è per me un dolce, melodico concerto, che mi dice la grandezza e onnipotenza d'un anima che non attende altro aiuto che quello dei Cieli…
9 – Poi, a Betlemme, o Giuseppe, o Maria, io vi vedo respinti da tutti; non c'è chi voglia ospitare nella sua locanda dei poveri forestieri… c'è posto solo per i grandi; e la Regina del cielo deve partorire un Dio in una stalla. Madre del Salvatore, quanto sei cara! E come ti vedo grande nella povertà del luogo!
10 – Quando vedo l'Eterno avvolto nelle fasce, e quando sento il debole grido del Verbo divino… Maria, credi che invidi gli angeli? Il loro adorabil Signore è il fratello dilettissimo. Come ti benedico, tu che su queste rive hai fatto sbocciare un tal fiore divino! E come t'amo, mentre ascolti i pastori e i Re Magi, e custodisci in cuor tuo tutte queste cose.
11 – E t'amo quando vai tra le donne che volgono i loro passi al Tempio; t'amo quando presenti il Salvatore delle nostre anime all'avventurato vegliardo che se lo stringe fra le braccia: prima ascolta sorridendo il suo inno, ma presto esso è tale che mi desta il pianto. E Simeone fissando uno sguardo profetico nel futuro t'annunzia una spada di dolore!
12 – Regina dei martiri, è la spada che trapasserà il tuo cuore fin che avrai vita. Ma già devi lasciare la tua terra per sfuggire al geloso furore di un re. Gesù dorme in pace tra i lini del tuo seno, ed ecco Giuseppe avvertiti che bisogna partire senza indugio. Si rivela la tua obbedienza, tu ti avviai in tutta fretta, senza un motto.
13 – Anche in terra d'Egitto, e nella povertà, sembra a me, o Maria, che il tuo cuore resti pieno di letizia: Gesù è con te, e quale patria più bella di lui? Che ti importa l'esilio? Possiedi i cieli…Ma a Gerusalemme un oceano d'arma tristezza inonda il tuo cuore… Gesù, per tre giorni, si cela alla tua tenerezza; oh, allora sì che conosci tutti i rigori dell'esilio!
14 – Con gran trasporto d'amore, alla fine lo rivedi: e dici, al bel Fanciullo che confonde i Dottori: Figlio, perché hai fatto questo? Vedi tuo padre ed io, addolorati, andavamo in cerca di te! E il divino Fanciullo, alla Madre che gli tende le braccia risponde (che profondo mistero!): Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?
15 – Il Vangelo m'insegna che crescendo in saggezza, Gesù restò sottomesso a Maria, a Giuseppe. Ed il cuore mi dice con tenerezza egli sempre obbedì ai genitori amatissimi. Ma ora capisco il mistero del Tempio, la risposta del dolce mio Re, ed il suo tono. Maria, questo caro Fanciullo vuole che tu sia l'esempio dell'anima che lo cerca nella notte della fede…
16 – Se il Re dei Cieli volle che anche sua Madre subisse la notte, l'angoscia del cuore, è dunque allora un bene soffrire qui in terra? SÌ… Patire amando è la più pura delle gioie. Gesù può riprendersi tutto quel che mi ha dato, digli pure di non curarsi di me. Può ben nascondermisi; io son pronta ad attenderlo fino al giorno senza tramonto quando la mia fede si spegnerà.
17 – Vergine piena di grazia, io so bene che a Nazareth vivesti poveramente, senza chiedere nulla di più: né estasi, né miracoli, né rapimenti, abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti. I poveri, gli umili, son tanti su questa terra; essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te. Tu sei l'incomparabile Madre che va con loro per la strada comune, per guidarli al cielo.
18 – Voglio vivere con te, Madre diletta, in questo crudo esilio, e seguirti ogni giorno. Mi tuffo rapita nella tua contemplazione, e scopro gli abissi d'amore del tuo cuore! Tutti i miei timori svaniscono nel tuo sguardo materno, che m'insegna a piangere, e a gioire. Tu non disprezzi i giorni delle sante feste, li dividi con noi, li benedici.
19 – Scopristi la pena nascosta degli sposi di Cana, cui scarso era il vino, e nella tua sollecitudine, e speranza del suo potere divino, la rivelasti al Salvatore. Gesù parve dapprima respingere la tua preghiera. Ti rispose: Che importa, donna, questo, a te come a me? Ma nel fondo del cuore ti chiama sua Madre , e fa per te il suo primo miracolo.
20 – Un dì che i peccatori ascoltano la dottrina di colui che è venuto per condurli al cielo, io ti trovo con loro, Madre, in attesa. C'è chi avverte Gesù che tu vorresti vederlo ed allora, davanti alla gran folla, ecco il tuo divin Figliolo esprimere l'immensità del suo amore per noi dicendo: Chi mi è fratello, e sorella, e madre, se non colui che fa la mia volontà?
21 – Vergine immacolata, tenerissima Madre! Tu che ascoltando Gesù non t'attristi, ma ti rallegri che egli ci faccia capire che la nostra anima è la sua famiglia quaggiù. Sì, ti rallegri che ci dia la sua vita, e gli infiniti tesori della sua divinità. Come non amarti, e non benedirti, Maria, per questa tua grande generosità verso di noi?
22 – Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da lui. Amare è dar tutto, anche se stesso e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i segreti del tuo cuore materno, l'immensa tua tenerezza… Gesù ci lascia a te, Refugium peccatorum, quando lascia la croce per attendere in cielo.
23 – Tu m'apparisci, Maria, in vetta al Calvario, dritta presso la croce come un sacerdote all'altare; offrendo per saziare la giustizia del Padre, il dolce Emmanuele, il tuo diletto Gesù. Madre desolata, di te disse un profeta: Non c'è altro dolore simile al tuo dolore. O Regina dei martiri, restando abbandonata, tu prodighi per noi tutto il sangue del cuore!
24 – La casa di san Giuseppe diventa il tuo asilo, il figlio di Zebedeo rimpiazza Gesù; son l'ultimi vicende che leggo sul Vangelo, che poi non parla più della Vergine Maria… Ma il suo profondo silenzio, dilettissima Madre, non forse rivela che l'Eterno Verbo vuol lui stesso cantare i segreti della tua vita per allietarne i tuoi figli, gli eletti del cielo?
25 – E presto ascolterò quella dolce armonia, tra poco verrò a vederti in cielo! Tu che mi sorridesti nel mattino della vita, vieni a sorridermi ancora… Madre, si fa sera! Ma io non temo più lo splendore della tua gloria suprema; ho sofferto con te… e voglio, oramai, cantare sulle tue ginocchia, Vergine, perché ti amo… e ripeter per sempre che sono la tua creatura!
maggio 1897

lunedì 26 gennaio 2015

Santa Teresina - La rosa sfogliata

La rosa sfogliata


1 – Gesù, quando ti vedo, bambino, staccarti dal braccio di tua Madre e provar tentennando i primi passi su questa terra; io vorrei sfogliare la più fresca delle rose davanti ai tuoi passi, perché i tuoi piedini dolcemente visi posassero.
2 – Questa rosa sfogliata, Gesù bambino, è la fedele immagine del cuore che vuole a ogni istante immolarsi soltanto per te. Signore, molte rose son liete di splendere sui tuoi altari; ma pel mio cuore, rosa che ti dona, io sogno un'altra cosa: sfogliarmi…
3 – Bambinello amabile, ogni rosa può abbellir la tua festa col suo splendore. Ma la rosa sfogliata la si dimentica, la si getta come va il vento… E sfogliandosi la rosa va, senza pretese, donandosi per non essere più. Come lei, felice, io m'abbandono a te, piccolo Gesù!
4 – Senza rimpianto si cammina sulla rosa sfogliata i cui petali non sono che un modesto ornamento senz'arte, io lo so bene… Gesù, per l'amor tuo ho dato la vita e l'avvenire; ad ogni sguardo mortale io, rosa per sempre sfiorita, debbo morire!
5 – Gesù, beltà suprema, per te debbo morire; quale felicità! Voglio provarti, sfogliandomi, che t'amo con tutto il cuore. Voglio vivere quaggiù sotto i tuoi passi bambini, nel mistero; ma anche vorrei addolcire, sul Calvario, i tuoi ultimi passi…
19 maggio 1897

sabato 24 gennaio 2015

Santa Teresina - Al Beato Reofano Vénard

 

Al Beato Reofano Vénard

1 – O angelico martire, tutti gli eletti celebrano le tue lodi; ed io so che nel seno del santo stuolo il Serafino aspira a servirti. Ma non potendo unire di qui la mia voce al coro degli eletti, io voglio almeno prender la cetra e cantare le tue lodi su questa povera terra.
2 – Il breve tuo esilio fu simile a un canto i cui accenti sapevano toccare i cuori. E la tua poetica anima, sempre, faceva nascere dei fiori per Gesù. Elevandoti alla sfera celeste il tuo canto d'addio rimase primaverile: Dal mio effimero nulla – mormorasti – me ne vado al cielo.
3 – Martire felice, nell'ora del supplizio gustasti la gioia del patire! E patire per Dio ti sembrava una delizia; sapesti vivere e morire sorridendo. E quando il carnefice t'offrì d'abbreviarti il supplizio, tu t'affrettasti a dirgli: Più durerà questo penoso supplizio, più mi varrà, più ne sarò contento!
4 – Verginal giglio, nella primavera della vita il Re del cielo ascoltò il tuo desiderio: ed io vedo in te il fiore sbocciato che il Signore colse per suo diletto . Ora non sei più in esilio, i beati ammirano la tua splendidezza; e la Vergine immacolata aspira l'olezzo freschissimo della tua rosa d'amore.
5 – Soldato di Cristo, dammi le tue armi; io voglio quaggiù lottare, patire, dare il sangue e le lacrime per i peccatori; reggimi il braccio, proteggimi. Ché sempre in guerra, voglio prender d'assalto per loro il regno di Dio: poiché il Signore portò sulla terra, non già la pace, ma il fuoco e la spada.
6 – Vagheggio la plaga infedele che fu l'oggetto dell'amore tuo ardente; io volerei fin lassù volentieri, se il mio Gesù, un bel giorno, me lo chiedesse. Ma come spariscono le distanze, davanti a lui, per cui l'universo non è che un punto! I miei minimi atti, questo mio poco patire, fanno amar Dio fino al di là dei mari.
7– Ah, se fossi un fiorellin d'aprile, che il Signore volesse cogliere al più presto! Scendi dal cielo, Martire beato, te ne scongiuro, alla mia ultim'ora! Vieni a abbracciarmi tra le verginee fiamme del tuo amore, qui, nel mio mortale soggiorno; ed io potrò volare con le anime che formeranno il tuo eterno corteo.
2 febbraio 1897

venerdì 23 gennaio 2015

Santa Teresina: San Giuseppe


San Giuseppe

1 – Giuseppe, la tua vita mirabile passò nell'umiltà: ma contemplasti la beltà di Gesù e di Maria! E il Figliolo di Dio, bambino, sottomesso e ubbidiente, quante volte s'è riposato felice sul tuo cuore!
2 – Anche noi, come te, serviamo in solitudine Gesù e Maria; cerchiamo solo il loro piacere, non vogliamo di più. Santa Teresa, la Madre nostra, che tanto confidava in te, ci assicura che tu non mancavi mai di soccorrerne prontamente la preghiera.
3 – Padre, quando finirà questa prova, noi verremo a vederti vicino alla divina Maria: come dolce ne è la speranza! Leggeremo la tua storia ignorata dal mondo, scopriremo la tua gloria, la canteremo in cielo.
1896

giovedì 22 gennaio 2015

Santa Teresina - Desideri presso il Tabernacolo

 Cappella del Carmelo

Desideri presso il Tarbenacolo

 
1 – Quanto t'invidio, chiavetta, ogni giorno, tu che puoi aprire il carcere dell'Eucarestia, dove risiede il Dio d'amore. ma, gran miracolo, e nascondermi presso il divino Re.
2 – Vorrei, consumandomi vicino a Dio, nel santuario, brillare sempre misteriosamente, come fa la lampada del tabernacolo. Oh! gioia! son in me tali fiamme che posso guadagnar tutti i giorni molte anime a Gesù, infocarle del suo amore…
3 – Io t'invidio ad ogni alba, santa pietra dell'altare! L'Eterno vuole nascere su di te, come già nella grotta benedetta. Ascolta l'umile mia preghiera: vienimi nell'anima, dolce Salvatore: non fredda pietra troverai, ma il sospiro del tuo Cuore.
4 – O corporale festeggiato dagli Angeli, quanto t'invidio! Vedo Gesù su di te, il mio solo tesoro, come lo fu nell'umile sue fasce. Vergine Maria, cambia il mio cuore in un lindo e bel corporale, per ricevere l'ostia candida dove si cela l'Agnello tuo dolce.
5 – T'invidio, senza patena su cui riposa Gesù! Voglia la sua infinita grandezza degnarsi di me, della mia bassezza… Gesù, prima che il mio esilio sia al tramonto, consola la mia speranza, già viene in me: in sua presenza io sono un vivente ostensorio.
6 – E vorrei essere il calice del Sangue divino che adoro. Ma nella santa Messa io posso raccogliere ogni mattina. La mia anima è più cara a Gesù dei ricchi calici d'oro: e l'altare è un nuovo Calvario dove il suo Sangue cola ancora per me.
7– Gesù, sacra, santissima vite, tu sai bene che io sono quel grappolo aureo che dovrà scomparire per te. Nello strettoio del dolore ti proverò l'amor mio. Non voglia altra gioia che l'immolazione quotidiana.
8 – Sorte felice! Io sono scelta fra i chicchi di puro frumento che devono perdere la vita per Gesù: quale rapimento! Sono la tua sposa diletta, mio Benamato, vieni a vivere in me. Vieni, m'ha vinta la tua bellezza, degnati di trasformarmi in te!

mercoledì 21 gennaio 2015

Santa Teresina - La mia speranza

Stemma disegnato da Teresa per la sua professione.

La mia speranza

1 – Ancora qui, come su sponda straniera, vo presentando la gioia eterna, e vorrei già lasciare la terra, contemplare le meraviglie del cielo. Ma non sento più il peso di questo esilio, quando penso alla vita immortale: ben presto mo Dio, volerò per la prima volta verso la mia sola patria.
2 – Dammi, Gesù, ali candide, pel mio slancio verso di te. Voglio volare alle rive eterne, e vederti, o divino Tesoro! E volare in braccio a Maria, e riposare nell'eletto suo trono e ricevere, per la prima volta, il dolce bacio della mia cara Madre!
3 – Fammi ben presto scoprire la dolcezza del tuo primo sorriso, o Benamato, e lasciami nel mio ardente desiderio, lascia che mi ti nasconda in cuore. Felice istante, gioia ineffabile! Quando udirò il dolce suono della tua voce, quando vedrò, per la prima volta, il divino splendore del tuo Volto adorabile!
4 – Il mio solo martirio è l'amor tuo, lo sai bene, o sacratissimo Cuore di Gesù. Che se la mia anima sospira il tuo cielo è per amarti, per amarti sempre di più. Inebriandomi di tenerezza, in cielo, senza leggi amandoti e smisuratamente, la mia gioia m'apparirà senza fine, e sempre nuova con la prima volta.
12 giugno 1896
Festa del Sacro Cuore

martedì 20 gennaio 2015

Santa Teresina - Ho sete d'amore

 Teresa durante una processione del Bambinello

Ho sete d'amore

 
1 – T'immolasti per me, nel tuo amore, divino Gesù, esiliandoti sulla terra. O amato, eccoti tutta la mia vita, prendila, voglio soffrire, morir per te.
2 – Signore, tu stesso ci hai detto: Non si può fare di più che morire per chi si ama. E il mio supremo amore sei tu, Gesù!
3 – Già si fa tardi, il giorno declina; resta con me, Pellegrino celeste. Salgo il colle recando la croce; Signore, accorri a guidarmi nel mio cammino!
4 – La tua voce ha un'eco nel mio cuore; Signore, voglio assomigliarti; voglio la sofferenza… m'arde la tua parola in fiamme!
5 – Bisogna che l'Uomo - Dio soffrisse , prima d'ascendere alla gloria eterna: ed ebbe la vittoria per la via della croce: non forse questo, dicesti, mio dolce Salvatore?
6 – Quali oltraggi subisti per me, nell'esilio terrestre! Ed io qui in terra mi nasconderò, mi farò l'ultima in tutto, per te, mio Gesù.
7 – O amato, il tuo esempio m'invita a umiliarmi, a spezzare ogni onore; resterò piccola per rapirti, mi dimenticherò per rallegrarti il cuore.
8 - La mia pace è nella solitudine; e non chiedo di più. Piacerti è il mio studio; tu la mia beatitudine, Gesù.
9 – Tu, quel gran Dio che l'universo adora, vivi in me, giorno e notte mio prigioniero; e sempre la tua voce mi implora e ripete: Ho sete, ho sete d'amore!
10 – E anch'io, tua prigioniera, voglio ripetere la tenera, divina preghiera, mio Benamato, fratel mio: Ho sete d'amore! 
11 – Io ho sete d'amore! Sazia la mia speranza; accresci il tuo ardore divino in me, Signore! Ho sete d'amore! Qual sofferenza, mio Dio, e come grande; come vorrei volare da te!
2 – Il tuo amore è il mio solo martirio; ché più scotta, più ti desidera l'anima mia. Gesù fa' ch'io muoia d'amore per te!
31 maggio 1896
Festa della SS. Trinità

lunedì 19 gennaio 2015

Santa Teresina - Cantico di Sant'Agnese

Cantico di Sant'Agnese La Chiesa di Sant'Agnese

 
1 – Cristo è il mio amore, tutta la mia vita, è il fidanzato che mi ruba gli occhi; già sento melodiosa la sua dolce armonia.
2 – Ornati i capelli di pietre preziose, già in dito mi brilla l'anello nuziale; egli m'ha sparso di splendide stelle il manto verginale.
3 – Di perle ineguagliabili mi ha adornato la mano, mi ha messo al collo preziosissime collane: in questo giorno felice le orecchie mi brillano d'angelici rubini.
4 – Sì, io son fidanzato a Colui che gli Angeli serviranno trepidanti per tutta l'eternità: la luna e il sole raccontano le sue lodi, ammirano la sua beltà
5 – Il Cielo è il suo impero, la sua natura è divina; quaggiù, per madre, si scelse una Vergine: il vero Dio gli è padre, che è senza origine, è purissimo spirito.
6– Quand'amo Cristo, e allorché lo raggiungo, il mio cuore si fa più puro, e io sono ancora più casta; debbo al bacio della sua bocca e il tesoro della verginità.
7– Già mi ha segnata in volto, perché non ci sia amante che mi s'avvicini; ed ho il cuore sorretto dalla grazia divina del mio amabile Re.
8 – Il suo sangue prezioso m'imporpora tutta, e già mi par di godere le delizie del cielo! E latte e miele intanto raccolgo dalla sua sacra bocca.
9 – Così non temo più nulla, né ferro né fuoco, no, niente può turbare oramai la mia pace ineffabile: e la fiamma d'amore che mi consuma l'anima non si spegnerà mai… 
 21 gennaio 1896

domenica 18 gennaio 2015

da Santa Teresina - Gesù ricordati!

 Stemma disegnato da Teresa per la sua professione.

Gesù ricordati!



1 – Ricordati la gloria del Padre, e i divini splendori che tu lasciasti, esiliandoti sulla terra per riacquistare tutti i poveri peccatori. Oh, Gesù! Abbassandoti verso la Vergine Maria tu velasti l'infinità tua gloria e grandezza. Ma di quel seno materno che fu l'altro tuo Cielo, ricordati!

2 – Il dì della tua nascita, ricordati, gli Angeli lasciando il cielo han cantato: Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà! Dopo diciannove secoli tu colmi la tua promessa; e la pace è la ricchezza dei tuoi figli. Per gustare sempre la tua pace ineffabile, eccomi a te.

3 – Eccomi a te, nascondimi tra le tue fasce, io voglio restar sempre nella tua culla: dove, cantando con gli angeli, potrò ricordarti le feste di questi giorni. Oh, Gesù, ricorda i pastori e i Re Magi, che ti offersero in gioia i loro doni ed il cuore: e la schiera degli innocenti, che ti dettero il sangue.

4 – Ricordati che tu preferisti le braccia di Maria al tuo trono regale; bambinello, per campar la tua vita non avevi nient'altro che il latte verginale! Invitami al festino d'amore che t'offre Maria, fratellino Gesù; degnati d'invitarmi e ricordati della tua sorellina che ti fece battere il cuore!

5 – Ricordati che chiamasti tuo padre l'umile Giuseppe, il quale, per comando celeste, seppe strapparti ai furori d'un mortale senza svegliarti sul seno di tua Madre. Ricordati, Verbo di Dio, lo strano mistero: stesti in silenzio, e facesti parlare un Angelo: ricorda il tuo lontano esilio, sulle rive del Nilo.

6 – Ricordati che su altri lidi i tuoi occhi infantili gioirono delle stelle e della luna lucenti, che io contemplo nel cielo senza nuvole. Con la manina che carezzava Maria tu sostenevi il mondo e gli davi la vita. E pensavi a me! Gesù, mio Reuccio, ricordatelo.

7 – Ricordati che, in solitudine, le tue mani divine lavoravano. Ti studiavi di vivere ignorato e ripudiavi il sapere degli uomini. Tu, che avresti potuto stupire il mondo con una sola parola, ti compiacesti di celare la tua profonda saggezza… Apparisti ignorante. Signor mio onnipotente, ricordatelo!

8 – Ricordati che, straniero alla terra, ti facesti errante, Tu, l'Eterno Verbo! Non avevi nulla, nemmeno un sasso, non un ricovero, un nido d'uccello. O Gesù, vieni in me, riposa qui la tua testa, vieni, ché la mia anima è pronta a riceverti. Salvatore amatissimo, riposa nel mio cuore, che è tuo.

9 – Ricordati le tenerezze divine di cui colmasti i più piccoli; anch'io voglio le tue carezze, il tuo bacio celeste: saprò praticare le virtù dell'infanzia per godere nei cieli la tua soave presenza. Spesso dicevi: Il cielo è dei pargoli Ricordatelo!

10 – Ricordati quando, stando seduto sull'orlo del pozzo, uno stanco viandante colmò la Samaritana del flutto d'amore che aveva in petto. Ah, so chi è Colui che chiede da bere: è il Dono di Dio , la sorgente della gloria: sei tu quell'acqua sorgiva, sei tu che ci hai detto; Venite a me!

11 – Venite a me, povere anime oppresse, v'alleggerirò del pesante fardello e, per sempre, immerse nel mio Cuore, vi sgorgheranno dal seno sorgenti. Ho sete Gesù, esigo dell'acqua, degni d'inondarmi l'anima coi i suoi divini torrenti; io vengo a te per stabilirmi nel tuo oceano d'amore!

12 – Ricordati quanto spesso, ahimè, io, figlia della luce, dimentico il mio Re: abbi pietà della mia gran miseria, Gesù. Perdonami nell'amor tuo! E fa che sia capace delle cose celesti, mettimi nei segreti del Vangelo, questo libro d'oro è il mio più gran tesoro, ricordatelo!

13 – Ricordati che la tua Mamma divina ha un meraviglioso potere sul tuo cuore, ricordati quel dì, che a sua preghiera, cambiasti l'acqua in un vino fragrante. Degnati ti trasformare così l'indigenti mie opere, e alla voce di Maria, mio Dio, rendile ferventi: ricordati spesso, Gesù; che sono la sua creatura!

14 – Ricordati, spesso, al tramonto, salivi le colline: e le tue divine orazioni, ricordati, i tuoi canti d'amore dell'ora del sonno! Io, Gesù mio, quando vengo all'offizio, offro la tua preghiera nelle mie orazioni: e là, vicina al tuo Cuore, canto felice; ricordatelo!

15 – Ricordati che, mirando i campi, il tuo Cuore divino precorreva le mietiture: con gli occhi rivolti alla santa Montagna tu mormoravi il nome degli eletti. Ed io ogni giorno, mio Dio, m'immolo e prego affinché la tua messe sia presto raccolta. Ricordati che la mia gioia e il mio pianto sono per i tuoi mietitori!

16 – Ricordati la gran festa degli Angeli, e l'armonia nel regno dei cieli, e il tripudio degli stuoli sublimi, quando u un sol peccatore fino a te leva gli occhi! Io voglio arricchire questa grande allegrezza… e per i tuoi peccatori, Gesù, pregherò senza requie: perché venni al Carmelo per popolare il tuo bel Cielo, ricordatelo!

17 – Ricordati la dolcissima fiamma di cui volevi accendere i cuori; un tal fuoco celeste me l'hai messo nell'anima, ed io voglio che la sua vampa si spanda. Una scintilla da nulla, o mistero della vita, basta per un immenso incendio. Voglio portare il tuo fuoco lontano, mio Dio; ricordatelo!

18 – Ricordati la gran festa che desti per tuo figliolo pentito: tu che, ricordati, d'attimo in attimo, sei tu che pensi a nutrire l'anima candida. Gesù, tu accogli con amore il figliol prodigo… ma l'onda del tuo Cuore non ha dighe per me, miei sono i tuoi beni, o mio Amato, mio Re, ricordatelo!

19 – Ricordati che, disprezzata la gloria, e prodigando divini miracoli, gridasti: Come potete credere, voi che cercate le glorie degli uomini? Le mie opere vi sembrano sorprendenti, ma ancora più splendide saranno quelle dei miei amici! Gesù, mio tenero sposo, ricordati quanto fosti umile e dolce!

20 – Ricordati la santa ebbrezza con cui si fece presso al tuo Cuore il vergine Apostolo: riposò nella tua tenerezza, comprese i tuoi segreti, Signore! Non sono gelosa del tuo amato discepolo: conosco anch'io i tuoi segreti, perché son la tua sposa. O mio divin Salvatore, anch'io ti riposo sul Cuore, che è mio!

21 – Ricordati che la sera dell'agonia mischiasti il sangue alle lacrime: perle d'amore il cui valore infinito ha generato fiori verginali. Un Angelo, mostrandoti questa scelta tua messe fece rinascer la gioia nell'anima tua benedetta: ma che tu mi vedesti fra gli altri tuoi gigli, Gesù mio, ricordatelo!

22 – Il tuo sangue, e il pianto, sorgente feconda inverginante i calici dei fiori, li ha resi capaci, quaggiù, di partorirti un gran numero di cuori. Io son vergine, Gesù! Ed ecco il mistero! Ché unendomi a te ti son madre di anime… Ricordati dei fiori verginali che salvano i peccatori!

23 – Ricordati che, abbeverato di strazi, un Condannato volgendosi al cielo gridò: Presto mi vedrete glorioso in tutta la mia potenza! Nessuno voleva credere che Egli fosse il Figlio di Dio, perché la sua ineffabile gloria si nascondeva. O Principe della pace! Io, io ti riconosco, e credo in Te!

24 – Ricordati che fu sempre sconosciuta, la divinità del tuo Volto fra i tuoi! Che a me lasciasti la dolce tua immagine: e tu ben sai se t'ho riconosciuto! Sì, ti riconosco, e anche tra le lacrime, o Volto dell'Eterno, scopro le tue grazie. Consolò le mie lacrime, il tuo sguardo velato, ricordatelo!

25 – Ricordati il lamento amoroso che, sulla croce, ti sfuggì dal Cuore: e che è impresso nel mio, Gesù: oh! come divido la tua arsura! E quanto più è ferito dalle tue fiamme, tanto più il mio cuore è assetato di darti anime. E che io brucio notte e giorno di sete d'amore, ricordatelo!

26 – Ricordati, Gesù, Verbo di vita, che tu m'amasti fino a morire per me: anch'io voglio amarti alla follia; anch'io, vivere e morire per te. Tu sai, mio Dio, che tutto ciò che desidero e di farti amare, ed essere un giorno martire. Voglio morir d'amore: Signore, ricordati del mio desiderio!

27 – Ricordati che nel giorno della tua vittoria ci dicesti: Beato chi non ha visto il Figliol di Dio raggiante di gloria, e ha creduto lo stesso!  T'amo e t'adoro nell'ombra della fede; e per vederti attendo in pace l'aurora. Gesù! Ricordati che il mio desiderio non è di vederti quaggiù,

28 – Ricordati che, risalendo verso il Padre, tu non potevi lasciarci orfani: e che dandoti prigione sulla terra sapesti velare la divinità dei tuoi raggi; ma l'ombra di un tal velo è luminosa e pura, è Pane vivo di fede, celeste nutrimento. O mistero d'amore, Gesù, sei tu il mio pane quotidiano.

29 – O Gesù, che nonostante le bestemmie dei nemici del sacramento d'amore, vuoi mostrare quanto mi ami, e hai scelto il mio cuore e ti ci sei stabilito; o Pane dell'esiliato, Santa Ostia divina: non son più io che vivo, ma vivo della tua vita; e il dorato ciborio, che tu preferisci, Gesù, sono io.

30 – Gesù, e sono io il tuo santuario vivente, che i malvagi no possono profanare: restami in cuore, non è esso la aiuola di cui ciascun fiore vuole volgersi a te? Se tu te ne allontanassi, giglio mio bianco, lo so bene, ogni mio fiore si sfoglierebbe presto. Or sempre, dunque, mio ben amaro Gesù, giglio olezzante, fiorisce in me.

31 – Ricordati che io son qui sulla terra per consolarti dell'oblio dei peccatori: mio solo Amore, esaudisce questa preghiera; e dammi mille cuori per amarti! Ma non basta, beltà suprema, mio Gesù. Dammi, per amarti, lo stesso tuo Cuore Divino: e ricordati ogni momento, Signore, 9del mio desiderio ardente.

32 – Ricordati che la tua santa volontà è la mia pace, la mia sola felicità: così m'abbandono e giaccio senza timore fra le tue braccia. Mio Salvatore divino. Se tu t'addormenti quando mugghia l'uragano, i voglio sempre restare in questa pace profonda: ma ancor mentre dormi, Gesù, preparami al risveglio!

33 – E ricordati che spesso io sospiro il dipoi del gran giorno, quando alfine l'Angelo verrà che deve dirci: Il tempo è finito, venite al Giudizio! Allora, di furia, varcato lo spazio, verrò a nascondermi nel tuo Volto divino. Tu il mio cielo sarai, dovrai essere, nell'eterno soggiorno, ricordatelo!

21 ottobre 1895

sabato 17 gennaio 2015

Santa Teresina - Cantico al Santo Volto

 

 

Cantico al Santo Volto

 
1 – Gesù, la stella che guida i miei passa è la tua ineffabile immagine; ché il dolce volto, sai bene, m'è quaggiù paradiso. Quale grazia scopre il mio amore nei tuoi occhi abbelliti dal pianto! E sorrido attraverso le lacrime, quando contemplo i tuoi dolori.
2 – Oh sì! Voglio vivere ignota e solitaria per consolarti: e vorrei volare da te, beltà che ti sia velare scoprendomi tutto il suo mistero.
3 – Per me sola patria il tuo volto, e mio reame d'amore, prato ridente e dolce mio sole quotidiano. Mio giglio di valle, il cui olezzo misterioso consola l'esilio della mia anima, col gaudio della pace celeste.
4 – M'è riposo il tuo volto, e dolcezza, e cetra melodiosa. Oh Salvatore mio dolce, il tuo volto è il mazzetto di mirra che voglio custodire in cuore.
5 – Il tuo volto è la mia sola ricchezza: non voglio nulla di più. Nascondendomi in lui senza tregua, Gesù, ti assomiglierò. Segnami con la divina impronta dei tuoi lineamenti colmi di dolcezza, e subito diventerò santa, e capace d'attirarti i cuori.
6 – E perché io possa recarti una gran messe dorata, degnati d'incendiarmi col tuo fuoco: e domani presto, bocca adorabile, l'eterno tuo bacio!
12 agosto 189

venerdì 16 gennaio 2015

da Santa Teresina

 

 

Preghiera della Francia a Giovanna d'Arco

 
1 – Rammentati, Giovanna, la tua patria, le convalli Smaltate di fiori, e la ridente prateria che lasciasti per asciugarmi il pianto. Rammentati, Giovanna, che salvasti la Francia , guaristi le mie piaghe, come un Angelo del cielo. E ascolta, nella notte, il gemito della Francia: rammentalo!
2 – Rammentati le smagliante vittorie, e quei dì benedetti di Reims e d'Orléans; rammenta che nel nome di Dio colmasti di gloria il reame di Francia. Ora, lontana da te, soffro, sospiro: vieni ancora a salvarmi, dolce martire Giovanna! Piegati a spezzare i miei ferri… Ricordati dei mali che ho sofferto!
3 – Eccomi a te, ho le braccia cariche di catene, velata la fronte, gli occhi fragile di pianto; non son più tra le grandi regine e i miei figli m'abbeverano di dolore! Non c'è più Dio per loro, e tralascian la madre, Giovanna, abbi pietà della mia triste amarezza! Ritorna, fanciulla dal grande cuore, Angelo liberatore, io spero in te!
21 gennaio 1895

giovedì 15 gennaio 2015

Santa Teresina

 Santa Giovanna d'Arco

 

Preghiera di Giovanna d'Arco in prigione

 
1 – Predetto dalle mie voci: eccomi prigioniera. E non aspetto altro aiuto che da te, mio Dio! per l'amor soltanto ho lasciato il vecchio padre, la fiorita campagna e il mio bel cielo, la mia valle, l'amatissima madre; e mostrando ai guerrieri l'insegna della Croce, ho comandata l'armata in nome tuo, Signore; i più gran capitani hanno intesa la mia voce.
2 – Una cupa prigione, ecco la ricompensa, prezzo delle mie fatiche, e sangue, e pianti…; mai più vi rivedrò, luoghi della mia infanzia, ridenti prati dai mille fiori. Né rivedrò la montagna lontana dalla vetta nevosa tuffata nell'azzurro: né più intenderò il suono dolce e sognante dell'incerta campana ondeggiare nell'aria pura…
3 – In questa buia segreta cerco invano la stella che a sera scintilla nel firmamento; o il velo leggero del verde di primavera, sotto cui s'addormentavo, col gregge, alla pastura. Qui, nel sonno, tra le lacrime, sogno la profumata, mattutina freschezza; e la mia valle, i boschi dilettosi; ma subito mi risveglia lo strepitio dei miei ferri.
4 – Accetto il martirio per amor tuo, Signore, e più non temo il fuoco e la morte; sospira te, Gesù, la mia anima, non ho che un desiderio, e sei tu, mio Dio! voglio prender la croce, dolce Salvatore, e seguirti, e morir per tuo amore; nulla voglio di più. Voglio morire per cominciare a vivere, desidero morire per unirmi a Gesù.
21 gennaio 1895

mercoledì 14 gennaio 2015

Da Santa Teresina

 Statua di Santa Cecilia a Roma

 

La Regina del Cielo alla sua Mariuccia



1- Cerco una creatura che somigli a Gesù, l'Agnelletto mio, per nasconderli insieme nella stessa culla.

2- Anche l'Angelo sarebbe geloso di questa gioia; ma il la do' a te, Maria, sarà tuo Sposo il divin Bambino.

3- Ho scelto proprio te sorellina di Gesù; vuoi tenermi compagnia? Riposerai sul mio cuore.

4- Ti cullerò sotto il velo in cui si nasconde il Re dei cieli. Sarà la stella che sola brillerà nei tuoi occhi.

5- Ma perché io possa sempre accoglierti sotto il mio velo, vicina a Gesù, dovrai restare per sempre bambina, e di infantili virtù.

6- Voglio che sulla tua fronte brilli la radiosa purezza, ma la virtù che ti dono è soprattutto la semplicità .

7- Quel Dio che, Uno e trino, è adorato dagli Angeli trepidanti, vuole che tu li dia il semplice fiore di Fior di campo.

8- Come la margheritina che guarda sempre il cielo, sii anche tu il fiorellino del Bambino di Natale.

9- Il mondo disconosce il Re che s'è esiliato dal cielo; vedrai molto spesso le lacrime nei suoi occhi infantili.

10- Dovrai dimenticare le tue pene per star dietro al Bambinello santo, dovrai benedire le tue catene, e cantar dolcemente.

11- Quel Dio onnipotente che frena le tempeste, assunte infantile sembianze, s'è fatto piccolo e debole.

12- Il Verbo, parola del Padre, che per te s'è esiliato quaggiù, il dolce mio agnello, il tuo fratellino infante, non ti parlerà…

13- Il silenzio è il primo suo pegno d'inesprimibile amore, e tu comprendendo quel muto linguaggio, dovrai imitarlo ogni giorno.

14- E se talvolta Gesù dormisse, riposerai accanto a lui: ti appoggerai al suo cuore divino, che sempre veglia.

15- Non darti pena, Mariuccia, delle faccende giornaliere; il solo lavoro della tua vita dev'essere l'amore.

16- E se ci sarà chi ti dica che le tue opere non si vedano, potrai rispondergli: Molto amo , ecco il mio lavoro quaggiù.

17- Gesù intreccerà la tua corona. Se tu non vorrai che il suo amore, e ti farà un giorno regnare, se gli abbandoni il cuore.

18- Dopo la notte di questa vita vedrai il suo dolce sguardo; e l'anima rapita volerà presto lassù.

Natale 1894