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sabato 4 aprile 2015
venerdì 12 dicembre 2014
Dalla Parola del giorno

A chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze...che dicono: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. (...) Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere.
Come vivere questa Parola?
Quanto siamo incapaci, a volte, di discernere i segni dell'avvento di Dio, nel variare dei tempi e dei modi attraverso cui Egli si manifesta. Assomigliamo - dice Gesù - a quei bambini capricciosi che stando in piazza si rimbeccano a vicenda: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, vi abbia-mo cantato un lamento e non avete pianto".
È come se la danza nuziale a cui c'invita Cristo-Sposo ci sorprendesse annoiati indifferenti e di-stratti, incapaci di vedere fra le molteplici note della nostra esistenza l'armonia benedetta di Dio. Eppu-re questa musica - che la fedeltà di Dio non smette di far risuonare nel cuore - continua comunque a suonare, e non è mai troppo tardi per credere alla bellezza che essa nasconde.
Basta guardare più a Lui che a noi, tendendo fiduciosi l'orecchio alla sua Parola per coltivare nella fede la certezza che Dio c'insegna ciò che è vantaggioso e ci guida sulla strada che conduce alla vita. Se solo riuscissimo a star fuori dalle nostre grettezze, avremmo occhi puri e limpidi per contemplare la bellezza e semplicità del Natale vero, quello di Betlemme!
Oggi, nella mia pausa contemplativa, mi visualizzerò in cammino verso la Grotta, ascolterò i passi di danza che si muovono nel mio cuore e pregherò:
Danza ancora con me e in me, Signore, che io gusti la gioia della tua presenza di amico e di sposo.
La voce di un santo
Affrontare le prove della vita ci consente, in ultima analisi, di vivere meglio. E di danzare meglio, con la gioia del Signore, attraverso le buie notti di tribolazione e le serene albe di speranza.
Henri Nouwen
da | Casa di Preghiera San Biagio FMA
sabato 14 giugno 2014
«Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì", "No, no"; il di più viene dal Maligno».
Commento su Mt 5, 37
«Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì", "No, no"; il di più viene dal Maligno».
Mt 5, 37
Come vivere questa Parola?
Oggi Gesù nel suo Vangelo si pone come un Maestro insuperabile che ci insegna come usare le parole nei nostri discorsi con i fratelli e le sorelle. La norma fondamentale che egli ci offre si può riassumere in una sola parola, la trasparenza: tra l'esterno e l'interno, tra la bocca e il cuore, senza frapporre altre parole inutili, che servono solo a svisare e offuscare la verità del discorso. Gesù dice, in un'altra occasione, che dovremo rendere conto a Dio persino di ogni parola inutile che avremo detto (Mt 12, 36). La lingua, dunque, deve essere in pieno accordo col cuore, nella semplicità della verità e dell'amore.
Una parola buona e generosa, detta al momento giusto, può salvare una vita, mentre al contrario, purtroppo, una parola cattiva e sprezzante può ferire a morte un fratello. Si può uccidere una persona anche con una parola! Papa Francesco ce l'ha ricordato esplicitamente nelle sue omelie (nei testi riportati più sotto).
Pertanto dobbiamo prenderci seriamente la responsabilità di usare sempre bene le nostre parole e di prendere l'abitudine di usarle solo per benedire, mai per maledire; per costruire, mai per distruggere. Il più delle volte, il modo più utile per custodire le nostre parole sarà la concisione della verità e dell'amore, piuttosto che le chiacchiere vuote e inutili, e ricorrendo più sovente al silenzio.
«Con la lingua benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev'essere così, fratelli miei!» (Gc 3, 9-10).
La voce di Papa Francesco
- «Gesù ci ricorda che anche le parole possono uccidere! Pertanto, non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell'ira e colpirlo con la calunnia»
Discorso prima dell'Angelus, 17 febbraio 2014
- «Quanto si chiacchiera nella Chiesa! Quanto chiacchieriamo noi cristiani!.. La chiacchiera è dolce all'inizio e poi ti rovina l'anima! Le chiacchiere sono distruttive nella Chiesa... È un po' lo spirito di Caino: ammazzare il fratello con la lingua
Omelia a S. Marta, 18 maggio 2013
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