martedì 2 dicembre 2014

DAI "PENSIERI" DI SANTA TERESINA

La Piccola Via

76 Quale gioia pensare che il buon Dio è giusto, cioè che tiene conto delle nostre debolezze, che conosce perfettamente la fragilità della nostra natura.

PENSIERO DEL GIORNO



Gesù e la sua Mamma scelgono spesso i bambini per affidare loro compiti grandi per la vita della Chiesa e dell'umanità. Egli attende tanto la loro preghiera. Che potenza enorme ha la preghiera dei bambini! Essa diventa un modello per gli stessi adulti: pregare con fiducia semplice e totale vuol dire pregare come sanno pregare i bambini.
Giovanni Paolo II – lettera ai bambini, 13 dicembre 1994

Rivelazione ai "piccoli"

don Luciano Sanvito


LA RIVELAZIONE AI PICCOLI...
Un grande dono per coloro che in questa generazione accolgono Cristo.

ENTRARE NELLE COSE DI DIO è dato solo a coloro che si fanno piccoli nello spirito, e ricevono dunque in cambio la Rivelazione di Dio.

LA SAPIENZA di Dio supera tutte le capacità di intelligenza umana e solo essa può far accedere ai suoi misteri coloro che si fanno umili e accoglienti nella piccolezza.

COLORO CHE SI FANNO PICCOLI RICEVONO LE COSE GRANDI...

Con tutti gli sforzi che uno può fare umanamente e con gli strumenti umani, non potrà comunque mai accedere alla Sapienza che solo in Dio puà trovare in dono, conoscendo i suoi Misteri di Rivelazione.

Il percorso di Dio passa attraverso l'umiltà e la piccolezza che accompagna il cammino di chi si accosta al Mistero con il senso del piccolo evangelico.

Questa rivelazione fatta ai piccolo da dove prende la sua origine, se non NELLA IDENTITA' DI DIO CHE SI E' FATTO PICCOLO NELLA STORIA?

Ecco perché questa importante dimensione della piccolezza conduce il Regno nel suo attuarsi: nelle piccolezze e nei piccoli Dio fa cose grandi.

Lectio: Martedì, 2 Dicembre, 2014


MARTEDÌ - 1ª SETTIMANA D'AVVENTO

1) Preghiera
Accogli, o Padre, le preghiere della tua Chiesa e soccorrici nelle fatiche e nelle prove della vita; la venuta del Cristo tuo Figlio ci liberi dal male antico che è in noi e ci conforti con la sua presenza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 10,21-24
In quel tempo, Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono”.
3) Riflessione
Il testo di oggi rivela il fondo del cuore di Gesù, il motivo della sua allegria. I discepoli erano andati in missione, e quando tornano, condividono con Gesù l’allegria della loro esperienza missionaria (Lc 10,17-21).
• Il motivo dell’allegria di Gesù è l’allegria degli amici. Nell’ascoltare la loro esperienza e nel percepire la loro allegria, anche Gesù sente una profonda allegria. Il motivo dell’allegria di Gesù è il benessere degli altri.
• Non è un’allegria superficiale. Viene dallo Spirito Santo. Il motivo dell’allegria è che i discepoli e le discepole sperimenteranno qualcosa di Gesù durante la loro esperienza missionaria.
• Gesù li chiama “piccoli”. Chi sono i “piccoli”? Sono i settantadue discepoli (Lc 10,1) che ritornano dalla missione: padri e madri di famiglia, ragazzi e ragazze, sposati e nubili, vecchi e giovani. Loro non sono dottori. Sono persone semplici, senza molti studi che capiscono le cose di Dio meglio dei dottori.
“Sì, Padre, perché così a te è piaciuto!” Frase molto seria. Piace al Padre che i dottori ed i saggi non capiscano le cose del Regno e che le capiscano invece i piccoli. Quindi, se i grandi vogliono capire le cose del Regno, devono diventare discepoli dei piccoli!
• Gesù li guarda e dice: “Beati voi!” E perché sono felici? Perché stanno vedendo cose che i profeti vorrebbero vedere, ma non ci riescono. E cosa vedranno? Saranno capaci di percepire l’azione del Regno nelle cose comuni della vita: curare i malati, consolare gli afflitti, espellere i mali dalla vita.
4) Per un confronto personale
• Mi metto al posto della gente: mi considero appartenente al gruppo dei piccoli o dei dottori? Perché?
• Mi metto al posto di Gesù: quale è la radice della mia allegria? Superficiale o profonda?
5) Preghiera finale
“Io ti rendo lode, o Padre,
che hai nascosto i misteri del regno ai sapienti
e li hai rivelati ai piccoli”. (cf. Lc 10,21)
da \ O.Carm

lunedì 1 dicembre 2014

Scuola di Preghiera - Incontro 5 - Affrontare le distrazioni - Un metodo pratico per pregare | Theologhia

Scuola di Preghiera - Incontro 5 - Affrontare le distrazioni - Un metodo pratico per pregare | Theologhia

DAI "PENSIERI" DI SANTA TERESINA



75 La paura mi fa indietreggiare; con l'amore non soltanto vado avanti, ma volo.

PENSIERO DEL GIORNO



Chi ama davvero il proprio consorte, non lo ama soltanto per quanto riceve da lui, ma per se stesso, lieto di poterlo arricchire del dono di sé. È ancora amore fedele ed esclusivo fino alla morte. Così infatti lo concepiscono lo sposo e la sposa nel giorno in cui assumono liberamente e in piena consapevolezza l’impegno del vincolo matrimoniale.
(Paolo VI – Enciclica Humanae vitae)

Commento su Matteo 8,5-11

di Paolo Curtaz




Non abbiamo mai visto il Signore Gesù, non abbiamo avuto la fortuna di poterlo incrociare sulle strade polverose di Galilea, non ci siamo seduti ad ascoltare la sua predicazione. Lo abbiamo conosciuto grazie alla testimonianza di persone che, a loro volta, lo hanno conosciuto da altri, su su fino a uno dei testimoni presenti. Eppure possiamo farne esperienza, possiamo davvero far vibrare la sua parola nelle nostre vite, diventare discepoli. L'uomo è capace di Dio, questo dice il Natale e in questo tempo di avvento vogliamo ribadire questa semplice verità. Siamo come il centurione del Vangelo di oggi: pagani, viviamo in terra straniera, ma ci fidiamo del Signore per guarire nel profondo le nostre vite. No, Signore, non ci occorre che tu venga, ci basta una tua parola. Abbiamo fede, ti amiamo senza averti potuto vedere perché ci basta sfiorare il tuo mantello. Portiamo forte, in noi, il desiderio di accoglierti. Ci prepariamo al Natale perché siamo persone diverse dallo scorso anno e da quello precedente. Il tempo ci segna, le esperienze ci cambiano, perciò ogni anno abbiamo bisogno di ripartire, di riaprire il nostro cuore all'accoglienza...

Il senso del "Timore" di Dio



don Luciano Sanvito

AVERE IL SENSO DEL RISPETTO...O MEGLIO,DEL "TIMORE DI DIO"

Per noi cristiani, abituarsi alle cose di Dio, alle preghiere, alle celebrazioni della liturgia, ai riti e alle realtà della fede e della catechesi è diventata ormai una cosa quasi d'abitudine.

"Cosa farei alla mattina a casa se non ci fosse la messa?"... diceva una vecchietta, ignara che nel suo dire ci fosse dietro quelle sue parole proprio il senso della mancanza di un tempo da occupare, piuttosto che il "timore" santo di fronte a Uno con cui stare in quel momento.

Recuperare quel senso del "timore di Dio" che è la santità dello stare di fronte a questa Presenza di Colui che tutto è e tutto può, è il richiamo che il brano del vangelo ci fa attraverso la figura di questo soldato.

Anzitutto, per dirci che spesso il senso vero di Dio ce l'hanno più quelli che sono fuori che quelli che sono dentro i nostri sistemi e strutture religiose e comunitarie.

Sant'Agostino diceva, appunto a questo riguardo, che "molti di quelli che sono 'dentrò in realtà sono fuori, mentre spesso quelli che sembrano 'fuori' sono in verità dentro" le realtà di Dio.

ANCHE PER NOI, IL RICHIAMO A RECUPERARE NELLE NOSTRE APPARTENENZE RELIGIOSE, IL RIFERIMENTO AL "TIMORE" DI LUI

Lectio: Lunedì, 1 Dicembre, 2014

1) Preghiera
Il tuo aiuto, o Padre, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo tuo Figlio; quando egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera, operosi nella carità fraterna ed esultanti nella lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo 8,5-11
In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”. Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”. Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Va’, ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”.
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli”.
3) Riflessione
Il Vangelo di oggi è uno specchio. Evoca in noi le parole che diciamo durante la Messa nel momento della comunione: “Signore, non sono degno che tu entri nella mia casa, ma dì solamente una parola ed io sarò salvato”. Guardando nello specchio questo testo, suggerisce quanto segue:
• La persona che cerca Gesù è un pagano, soldato dell’esercito romano, che dominava e sfruttava la gente. Non è la religione, né il desiderio di Dio, bensì il bisogno e la sofferenza che lo spingono a cercare Gesù. Gesù non ha preconcetti. Non esige nulla prima, accoglie e ascolta la richiesta dell’ufficiale romano.
• La risposta di Gesù sorprende il centurione, poiché ne supera l’aspettativa. Il centurione non si aspettava che Gesù si recasse a casa sua. Si sente indegno: “Non sono degno”. Vuol dire che considerava Gesù una persona molto superiore.
• Il centurione esprime la sua fede in Gesù dicendo: “Di una sola parola ed il mio servo sarà guarito”. Lui crede che la parola di Gesù è capace di guarire. Da dove gli nasce questa fede cosi grande? Dalla sua esperienza professionale di centurione! Perchè quando un centurione da ordini, il soldato ubbidisce. Deve ubbidire! Così immagina Gesù: basta che Gesù dica una parola, e le cose succedono secondo la parola. Lui crede che la parola di Gesù racchiude una forza creatrice.
• Gesù rimane ammirato ed elogia la fede del centurione. La fede non consiste nell’accettare, ripetere e decorare una dottrina, ma nel credere e confidare nella persona di Gesù.
4) Per un confronto personale
• Mettendomi al posto di Gesù: come accolgo ed ascolto le persone di altre religioni?
• Mettendomi al posto del centurione: quale è l’esperienza personale che mi porta a credere in Gesù?
5) Preghiera finale
Vieni, Signore, a visitarci con la tua pace:
la tua presenza ci riempirà di gioia. (cf. Sal 106,4-5; Is 38,3)
da \ O.Carm