Gesù insegna e guarisce la gente
Il primo impatto della Buona Notizia di Gesù sulla gente
Marco 1,21-28
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito,
perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il
quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la
luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la
presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e
della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni
speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e
nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei
poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come
i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua
risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi
come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a
Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo
Spirito. Amen.
2. Lettura
a) Chiave di lettura:
Il testo del Vangelo di questa quarta
domenica del Tempo Ordinario parla dell'ammirazione della gente vedendo
come Gesù trasmette il suo insegnamento (Mt 1,21-22), poi presenta il
primo miracolo concernente l’espulsione di un demonio (Mt 1,23-26) ed
infine parla di nuovo dell'ammirazione della gente, dinanzi
all’insegnamento di Gesù e del suo potere di scacciare gli spiriti
impuri (Mc 1,27-28).
Negli anni 70, epoca in cui Marco scrive, le
Comunità dell’Italia avevano bisogno d’orientamento per sapere come
annunciare la Nuova Novella di Dio al popolo che viveva oppresso dalla
paura dei demoni, per l’imposizione arbitraria di norme religiose da
parte dell’Impero romano. Nel descrivere l’attività di Gesù, Marco
indicava come le comunità dovevano annunciare la Buona Novella. Gli
evangelisti facevano la catechesi contando i fatti e gli eventi della
vita di Gesù.
Il testo che ora mediteremo indica l’impatto della
Buona Novella di Gesù sul popolo del suo tempo. Durante la lettura,
cerchiamo di fare attenzione a quanto segue: Qual’é l’attività di Gesù che causava più ammirazione nella gente?
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Marco 1,21-22: Ammirata dall’insegnamento di Gesù, la gente si crea una coscienza critica
Marco 1,23-24: La reazione di un uomo posseduto dal demonio davanti a Gesù nella Sinagoga
Marco 1,25-26: Gesù vince e scaccia il demonio
Marco 1,27-28: Di nuovo, l’impatto della Buona Novella di Gesù tra la gente
Testo:
21Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.
22Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
23Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno

spirito immondo, si mise a gridare:
24«Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
25E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».
26E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
27Tutti
furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai
questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli
spiriti immondi e gli obbediscono!».
28La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual’é il punto del testo che più ti é piaciuto?
b) Che cosa ha causato più ammirazione nella gente al tempo di Gesù?
c) Cosa spingeva la gente a percepire la differenza tra Gesù ed i dottori dell’epoca?
d) Lo spirito del male non ha nessun potere davanti a Gesù. Che impatto produce ciò sulla gente?
e) L’attuazione della nostra comunità produce ammirazione tra la gente? Quale?
5. Per coloro che desiderano approfondire il tema
a) Contesto di allora e di oggi:
In questa domenica meditiamo la
descrizione che il Vangelo di Marco fa del primo miracolo di Gesù. Non
tutti gli evangelisti raccontano i fatti della vita di Gesù nello
stesso modo. Di fronte ai bisogni delle comunità per cui scriveva,
ognuno di loro accentuava alcuni punti ed aspetti di vita, attività ed
insegnamento di Gesù che più potessero aiutare i loro lettori. I
lettori di Matteo vivevano nel nord della Palestina ed in Siria; quelli
di Luca, in Grecia; quelli di Giovanni, in Asia Minore; quelli di
Marco, probabilmente in Italia. Un esempio concreto di questa diversità
é il modo in cui ognuno dei quattro rappresenta il primo miracolo di
Gesù. Nel Vangelo di Giovanni, il primo miracolo avviene in una festa
di nozze a Cana di Galilea, dove Gesù trasformò l’acqua in vino (Gv
2,1-11). Per Luca, il primo miracolo é la tranquillità con cui Gesù si
libera dalla minaccia di morte da parte del popolo di Nazaret (Lc
4,29-30). Per Matteo, é la guarigione di un grande numero di malati ed
indemoniati (Mt 4,23) o, più specificamente, la guarigione di un
lebbroso (Mt 8,1-4). Per Marco, il primo miracolo é l’espulsione di un
demonio (Mc 1,23-26). Così, ogni evangelista, a modo suo nel narrare le
cose rileva quali sono, secondo lui, i punti più importanti
nell’attività e nell’insegnamento di Gesù. Ognuno di loro ha una
preoccupazione che cerca di trasmettere ai suoi lettori e alle
comunità: oggi viviamo in un luogo ed in un’epoca ben diversi dal tempo
di Gesù e degli evangelisti. Qual’é per noi la maggiore preoccupazione in rapporto al vissuto del Vangelo? Vale la pena che ognuno di noi oggi si chieda: Qual’é per me la maggiore preoccupazione?
b) Commento del testo:
Marco 1,21-22: Ammirata dall’insegnamento di Gesù, la gente si crea una coscienza critica.
La
prima cosa che Gesù fece all’inizio della sua attività missionaria fu
chiamare quattro persone per formare una comunità con lui (Mc 1,16-20).
La prima cosa che la gente percepisce in Gesù é il suo modo diverso di
insegnare e di parlare del Regno di Dio. Non é tanto il contenuto, ma
il suo modo di insegnare che colpisce. L’effetto di quest’insegnamento
diverso era la coscienza critica nella gente in rapporto alle autorità
religiose dell’epoca. La gente percepiva, paragonava e diceva: Lui insegna con autorità, diversa dagli scribi. Gli
scribi insegnavano alla gente citando i dottori, le autorità. Gesù non
citava nessun dottore, ma parlava a partire dalla sua esperienza di
Dio e della vita. La sua autorità nasceva dal di dentro. La sua parola
aveva radici nel cuore, e nella testimonianza della sua vita.
Marco 1,23-26: Gesù combatte il potere del male
In
Marco, il primo miracolo é l’espulsione di un demonio. Il potere del
male si radicava nelle persone e le alienava da se stesse. La gente
viveva schiacciata dalla paura dei demoni e dall’azione degli spiriti
impuri. Anche oggi, la paura dei demoni, é grande e cresce sempre di
più. Basta vedere l’interesse causato da film sull’esorcismo dei
demoni. E non solo questo. Come ai tempi dell’Impero romano, molte sono
le persone che vivono alienate da se stesse, a causa del potere dei
mezzi di comunicazione, della propaganda e del commercio. La gente vive
schiava del consumismo, oppressa dalle fatture da pagare in una
determinata data e minacciata dai creditori. Molti pensano che non
vivono come persone degne di rispetto se non comprano ciò che la
propaganda annuncia in televisione. In Marco, il primo gesto di Gesù é
proprio quello di scacciare e combattere il potere del male. Gesù
restituisce le persone a se stesse. Restituisce loro la coscienza e la
libertà. Sarà che la nostra fede in Gesù riesce a combattere contro
questi demoni che ci alienano da noi stessi, dalla realtà e da Dio?
Marco 1,27-28: La reazione della gente: il primo impatto
I due primi segnali della Buona Novella di Dio che la gente percepisce
in Gesù, sono questi. Il suo modo diverso di insegnare le cose di Dio,
il suo potere sugli spiriti immondi. Gesù apre un nuovo cammino di
purezza per la gente. In quel tempo, chi era dichiarato impuro,
non poteva mettersi davanti a Dio per pregare o ricevere la
benedizione promessa da Dio ad Abramo. Doveva prima purificarsi. Per
quanto riguardava la purificazione delle persone, c’erano molte leggi e
norme rituali che rendevano difficile la vita della gente ed
emarginavano molta gente considerandola impura. Per esempio, lavare il
braccio fino al gomito, aspergersi, lavare bicchieri di metallo, coppe,
brocche, etc. (cfr Mc 7,1-5). Ora purificate dalla fede in Gesù, le
persone impure potevano di nuovo prostrarsi alla presenza di Dio e non
avevano più bisogno di osservare tutte quelle norme rituali. La Buona
Novella del Regno di Dio, annunciata da Gesù, deve essere stata un
sollievo per la gente ed un motivo di grande allegria e tranquillità.
Ampliando le informazioni: l’espulsione dei demoni e la paura della gente
* La spiegazione magica dei mali della vita
Al tempo di Gesù, molta gente parlava di
Satana e dell’espulsione dei demoni. C’era in giro molta paura, e
c’erano persone che approfittavano della paura degli altri. Il potere
del male aveva molti nomi: demonio, diavolo, belzebù, principe dei
demoni, Satana, Dragone, Dominazioni, Poteri, Potestà, Sovranità, etc.
(cfr. Mc 3,22.23; Mt 4,1; Ap 12,9; Rom 8,38; Ef 1,21).
Oggi, quando la gente non sa spiegare un
fenomeno, un problema o un dolore, ricorre, a volte, a spiegazione e
rimedi che vengono da tradizioni e culture antiche e dice: E’ il
malocchio, E’ il castigo di Dio, E’ qualche cattivo spirito. E ci sono
persone che cercano di far tacere questi cattivi spiriti mediante la
magia e preghiere ad alta voce. Altri cercano un esorcista per scacciare
lo spirito immondo. Altri ancora, spinti dalla cultura nuova e più
sadica del nostro tempo, combattono la forza del male in altro modo.
Cercano di capire le cause del male. Cercano un medico, una medicina
alternativa, si aiutano a vicenda, fanno riunioni comunitarie,
combattono l’alienazione della gente, organizzano club di madri,
sindacati, partiti e molte altre forme di associazione per espellere il
male e migliorare le condizioni di vita della gente.
Nel tempo di Gesù, il modo di spiegare e
di risolvere i mali della vita era simile alla spiegazione delle
nostre antiche tradizioni e culture. In quel tempo, come appare nella
Bibbia, la parola demonio o Satana, indicava molte volte il potere del
male che deviava la gente dal buon cammino. Per esempio, nei quaranta
giorni nel deserto Gesù fu tentato da Satana che volle condurlo per un
altro cammino (1,12; cfr. Lc 4,1-13). Altre volte, la stessa parola
indicava la persona che portava ad un altro per un cammino sbagliato.
Così, quando Pietro cercò di far deviare il cammino a Gesù, lui fu Satana per
Gesù: “Allontanati da me, Satana, perché non pensi nelle cose di Dio,
ma in quelle degli uomini” (8,33). Altre volte, quelle stesse parole
erano usate per indicare il potere politico dell’Impero romano che
opprimeva e sfruttava la gente. Per esempio, nell’Apocalisse, l’Impero
romano viene identificato con “il gran Dragone, l’antico serpente, il
chiamato Diavolo o Satana, seduttore di tutta la terra abitata” (Ap
12,9). Nel Vangelo di Marco, questo stesso Impero romano viene evocato
mediante il nome di Legione, dato al demonio che maltrattava un
uomo (Mc 5,9). Altre volte, la gente usava le parole demonio o spirito
per indicare i mali ed i dolori. Così si parlava del demonio come
dello spirito muto (Mc 9,17), dello spirito sordo (Mc 9,25), del
demonio o spirito impuro (Mc 1,23; 3,11), etc. E c’erano persone
esorciste che scacciavano questi demoni (cfr. Mc 9,38; Mt 12,27).
Tutto ciò indica la gran paura della
gente dinanzi al potere del male, che loro chiamavano demonio o Satana.
Nell’epoca in cui Marco scriveva il suo vangelo, questa paura stava
aumentando. Inoltre, alcune religione venute dall’Oriente, divulgavano
il culto degli spiriti, che intermediavano tra Dio e l’umanità,
considerati demoni, demiurghi o semi-dei. In questi culti si insegnava
che alcuni nostri gesti potevano irritare questi spiriti, e loro per
vendicarsi di noi, potevano impedirci l’accesso a Dio, e privarci, così,
dei benefici divini. Per questo, mediante riti magici, preghiere ad
alta voce e cerimonie complicate, la gente si sforzava di invocare e
calmare questi spiriti o demoni, affinché non recassero danno alla vita
umana. Era questa la forma che alcune religioni avevano incontrato per
difendersi dall’influsso degli spiriti del male. E questo modo di
vivere la relazione con Dio, invece di liberare la gente, alimentava in
essa la paura e l’angoscia.
* La fede nella risurrezione e la vittoria sulla paura
Ora, uno degli obiettivi della Buona
Novella di Gesù era aiutare la gente a liberarsi da questa paura.
L’arrivo del Regno di Dio significava l’arrivo di un potere più
forte. Dice il vangelo di Marco: “Nessuno può entrare nella casa di un
uomo forte e rapire le sue cose, se prima non avrà legato l’uomo
forte; allora ne saccheggerà la casa” (Mc 3,27). L’uomo forte é
un’immagine che indica il potere del male che mantiene la gente
imprigionata nella paura. Gesù é l’uomo più forte che giunge
per legare Satana, il potere del male, e rapirgli l’umanità prigioniera
della paura. “Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, é
dunque giunto a voi il Regno di Dio!” (Lc 11,20) Ecco l’insistenza
degli scritti del Nuovo Testamento, sopratutto del vangelo di Marco,
nella vittoria di Gesù sul potere del male, sul demonio, su Satana, sul
peccato e sulla morte.
Come abbiamo visto nella lettura di
questa Domenica, nel Vangelo di Marco, il primo miracolo di Gesù é
l’espulsione di un demonio: “Taci ed esci dal quell’uomo!” (Mc 1,25).
Il primo impatto che Gesù causa nella gente é causato dall’espulsione
dei demoni: “Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”
(Mc 1,27). Una delle cause principali della discussione di Gesù con gli
scribi é l’espulsione dei demoni. Loro lo calunniavano dicendo: “E’
posseduto da Belzebù! E scaccia i demoni per mezzo del principe dei
demoni!” (Mc 3,22). Il primo potere che gli apostoli ricevono quando
sono mandati in missione é il potere di scacciare i demoni: “Dette loro
potere sugli spiriti immondi” (Mc 6,7). Il primo segnale che
accompagna l’annuncio della risurrezione é l’espulsione dei demoni: “I
segnali che accompagneranno coloro che credono sono questi: nel mio
nome scacceranno i demoni (Mc 16,17).
L’espulsione dei demoni era ciò da cui
la gente rimaneva più colpita (Mc 1,27). Attingeva il suo centro dalla
Buona Novella del Regno. Per mezzo di essa Gesù restituiva le persone a
se stesse. Ridava loro il giudizio, la coscienza (Mc 5,15).
Dall’inizio alla fine, con parole quasi uguali, il Vangelo di Marco
ripete, senza sosta, lo stesso messaggio: “E Gesù scacciava i demoni!”
(Mc 1,26.34.39; 3,11-12.22.30; 5,1-20; 6,7.13; 7,25-29; 9,25-27.38;
16,17). Sembra un ritornello incessante. Oggi noi, invece di usare
sempre le stesse parole, usiamo parole diverse per trasmettere lo stesso messaggio
e diremmo “Il potere del male, il Satana che fa tanta paura alla
gente, Gesù lo vinse, lo legò, lo dominò, lo distrusse, lo abbatté, lo
eliminò, lo sterminò, lo annichilò ed uccise!” Ciò che Marco ci vuole
dire é questo: “Ai cristiani é proibito aver paura di Satana!” Per la
sua risurrezione e per la sua azione liberatrice, presente in mezzo a
noi, Gesù lega la paura di Satana, fa nascere libertà nel cuore,
fermezza nell’azione e speranza nell’orizzonte! Dobbiamo camminare lungo il Cammino di Gesù con sapore di vittoria sul potere del male!
6. Orazione con il Salmo 46 (45)
Dio, rivelato in Gesù, é la nostra forza!
Dio è per noi rifugio e forza,
aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque,
tremino i monti per i suoi flutti.
Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio,
la santa dimora dell'Altissimo.
Dio sta in essa: non potrà vacillare;
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero;
egli tuonò, si sgretolò la terra.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto portenti sulla terra.
Farà cessare le guerre sino ai confini della terra,
romperà gli archi e spezzerà le lance,
brucerà con il fuoco gli scudi.
Fermatevi e sappiate che io sono Dio,
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
7. Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua
Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il
tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per
eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come
Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la
Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito
Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
da | O.carm