Visualizzazione post con etichetta Da papa Francesco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Da papa Francesco. Mostra tutti i post

mercoledì 25 marzo 2015

Papa Francesco - Famiglia, comunità d'amore


 
Famiglia, comunità d'amore
Poco prima, ricordando che esattamente il 25 marzo di 20 anni fa Giovanni Paolo II promulgava la sua Enciclica “Evangelium vitae”, Francesco aveva esaltato la “bellezza” del legame familiare tra Gesù, Maria e Giuseppe e dunque la sacralità del matrimonio nell’ottica divina, così come cantata da Papa Wojtyla, grande maestro per tante famiglie:
“La parola del mio venerato Predecessore ci ricorda che la coppia umana è stata benedetta da Dio fin dal principio per formare una comunità di amore e di vita, a cui è affidata la missione della procreazione. Gli sposi cristiani, celebrando il sacramento del Matrimonio, si rendono disponibili ad onorare questa benedizione, con la grazia di Cristo, per tutta la vita”.

martedì 17 marzo 2015

Un pensiero di Papa Francesco


 
La Chiesa è casa di Gesù
“A me fa dispiacere questo”, afferma subito dopo Francesco. Che ribadisce: la Chiesa ha sempre le porte aperte: “E’ la casa di Gesù e Gesù accoglie. Ma non solo accoglie, va a trovare la gente come è andato a trovare questo. E se la gente è ferita, cosa fa Gesù? La rimprovera perché è ferita? No, viene e la porta sulle spalle. E questa si chiama misericordia. E quando Dio rimprovera il suo popolo – ‘Misericordia voglio, non sacrificio!’ - parla di questo”.



lunedì 16 marzo 2015

Un pensiero di Papa Francesco


La fede è fare spazio all'amore di Dio, è fare spazio alla potenza, al potere di Dio ma non al potere di uno che è molto potente, al potere di uno che mi ama, che è innamorato di me e che vuole la gioia con me. Questa è la fede. Questo è credere: è fare spazio al Signore perché venga e mi cambi”.

da | radiovaticana

domenica 8 marzo 2015

Francesco a Cl: carisma è fuoco vivo di Dio non un’etichetta

 
...“La morale cristiana non è lo sforzo titanico, volontaristico, di chi decide di essere coerente e ci riesce, una sorta di sfida solitaria di fronte al mondo. No. Questa non è la morale cristiana, è un’altra cosa questa. La morale cristiana è risposta, è la risposta commossa di fronte a una misericordia sorprendente, imprevedibile, addirittura 'ingiusta' secondo i criteri umani, di Uno che mi conosce, conosce i miei tradimenti e mi vuole bene lo stesso, mi stima, mi abbraccia, mi chiama di nuovo, spera in me, attende da me”.  ...

da | radiovaticana.va

sabato 7 marzo 2015

La voce di Papa Francesco


La voce di papa Francesco

"Nella misura in cui Egli riuscirà a regnare tra di noi, la vita sociale sarà uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti."

domenica 22 febbraio 2015

Papa Francesco: Deserto pulisce dagli "idoli"



Come per Gesù, osserva il Papa, nel silenzio del deserto diventa udibile “la voce di Dio” ma anche “la voce del tentatore”. Un luogo di ascolto per eccellenza dove – assicura Francesco – “possiamo scendere in profondità, dove si gioca veramente il nostro destino, la vita o la morte”. Ma in che modo sentiamo la voce di Dio?
“La sentiamo nella sua Parola. Per questo è importante conoscere le Scritture, perché altrimenti non sappiamo rispondere alle insidie del maligno. E qui vorrei ritornare sul mio consiglio di leggere ogni giorno il Vangelo. Ogni giorno leggere il Vangelo, meditarlo, un pochettino, dieci minuti (...) Il deserto quaresimale ci aiuta a dire no alla mondanità, agli ‘idoli’, ci aiuta a fare scelte coraggiose conformi al Vangelo e a rafforzare la solidarietà con i fratelli”.

giovedì 19 febbraio 2015

Papa Francesco: Seguaci di dei che non contano


 
Seguaci di dei che non contano
La scelta di Mosè, afferma Francesco, è quella che il cristiano deve fare ogni giorno. Ed è una scelta difficile. “E’ più facile – riconosce – vivere lasciandosi portare dall’inerzia della vita, delle situazioni, delle abitudini”. Più facile, in fondo, diventare il servitore di “altri dei”:
“Scegliere fra Dio e gli altri dei, quelli che non hanno il potere di darci niente, soltanto piccole cosine che passano. E non è facile scegliere, noi abbiamo sempre questa abitudine di andare un po’ dove va la gente, un po’ come tutti. Come tutti. Tutti e nessuno. E oggi la Chiesa ci dice: ‘Ma, fermati! Fermati e scegli’. E’ un buon consiglio. E oggi ci farà bene fermarci e durante la giornata pensare un po’: com’è il mio stile di vita? Per quali strade cammino?”.

da | radiovaticana

Da Papa Francesco

 
“La fraternità in famiglia risplende in modo speciale quando vediamo la premura, la pazienza, l’affetto di cui vengono circondati il fratellino o la sorellina più deboli, malati, o portatori di handicap. I fratelli e le sorelle che fanno questo sono moltissimi, in tutto il mondo, e forse non apprezziamo abbastanza la loro generosità. E quando i fratelli sono tanti in famiglia - oggi, ho salutato una famiglia, che ha nove (figli) - il più grande o la più grande, aiuta il papà, la mamma, a curare i più piccoli. E questo è bello, questo lavoro di aiuto fra i fratelli”.
da | radiovaticana.va

sabato 14 febbraio 2015

Un pensiero di Papa Francesco

 

L’indebolimento della famiglia, causato anche dal processo di secolarizzazione, richiede l’impegno della Chiesa a perseverare nei programmi di formazione al matrimonio, senza dimenticare il lavoro indispensabile con le nuove generazioni, per la loro formazione cristiana.

venerdì 13 febbraio 2015

Da papa Francesco



Tutti voi avete una cassa, una scatola, e dentro c'è un tesoro. E il vostro impegno è quello di aprire la scatola, togliere il tesoro, farlo crescere e darlo agli altri, e accogliere il tesoro degli altri. Ognuno di noi ha in sé un tesoro. Se lo teniamo chiuso, rimane chiuso lì; se lo condividiamo con gli altri, il tesoro si moltiplica con i tesori degli altri 
- Papa Francesco -

giovedì 12 febbraio 2015

Un pensiero di Papa Francesco

 
“La gioia dei figli fa palpitare i cuori dei genitori e riapre il futuro. I figli sono la gioia della famiglia e della società. Non sono un problema di biologia riproduttiva, né uno dei tanti modi di realizzarsi. E tanto meno sono un possesso dei genitori.… No, no. I figli sono un dono, sono un regalo. Capito? I figli sono un dono”.

da | radiovaticana

martedì 10 febbraio 2015

Un pensiero di Papa Francesco

 
“Chi non si mette in cammino, mai conoscerà l’immagine di Dio, mai troverà il volto di Dio. I cristiani seduti, i cristiani quieti non conosceranno il volto di Dio: non lo conoscono. Dicono: ‘Dio è così, così…’, ma non lo conoscono. I quieti. Per camminare è necessaria quella inquietudine che lo stesso Dio ha messo nel nostro cuore e che ti porta avanti a cercarlo”.

da | radiovaticana

Un pensiero di Papa Francesco


"Pregare col Vangelo. Perché così Gesù predica a me, dice col Vangelo quello che vuol dirmi"

domenica 8 febbraio 2015

Un pensiero di Papa Francesco

 
“Chi è il padre della guerra? Forte! (bambini: “Il diavolo!”) Perché il diavolo è il padre dell’odio. D’accordo? E’ il padre delle bugie, il padre delle menzogne, eh. Perché? Perché non vuole l’unità. Invece Dio vuole l’unità (…)Se voi avete nel cuore gelosie contro un altro [un’altra persona], questo è l’inizio di una guerra. Le gelosie non sono di Dio”.

da | radiovaticana

sabato 7 febbraio 2015

da Papa Francesco


Ogni comunità cristiana è chiamata a varcare la soglia che la pone in relazione con la società che la circonda, con i poveri e i lontani. La Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini.

venerdì 6 febbraio 2015

Francesco: oggi tanti i cristiani vittime di chi odia Gesù

Papa Francesco \ Messa a Santa Marta

Il martirio dei cristiani non è una cosa del passato, ma tanti di loro sono vittime anche oggi “di gente che odia Gesù Cristo”. È la sofferta constatazione di Papa Francesco all’omelia della Messa del mattino in Casa Santa Marta, al termine di un’intensa meditazione sulla vita e la morte di Giovanni Battista. Il servizio di Alessandro De Carolis:
La parabola del “Grande Giovanni” in primo piano e, appena dietro, il dolore acuto per i tanti cristiani ancora oggi condotti al macello, perché la loro vita annuncia quella di un Dio che altri odiano. È una delle omelie di Santa Marta più toccanti quella che il Papa propone seguendo la pagina del Vangelo di Marco, che racconta la fine tragica di Giovanni Battista. Lui – sottolinea Francesco – che “mai ha tradito la sua vocazione”, “cosciente che il suo dovere era soltanto annunziare” la “prossimità del Messia” – consapevole di essere “la voce soltanto”, perché “la Parola era un Altro” – “finisce la sua vita come il Signore, col martirio”.
Giovanni vittima di un re corrotto
È soprattutto quando finisce in carcere per mano di Erode Antipa che “l’uomo più grande nato da donna” diventa, osserva Francesco, “piccolo, piccolo, piccolo”, prima colpito dalla prova del “buio dell’anima” – quando dubita che Gesù sia colui al quale ha preparato la strada – poi quando per lui arriva il momento della fine, ordinata da un re affascinato e insieme perplesso da Giovanni. Una fine che il Papa si ferma a considerare con realismo:
“Alla fine, dopo questa purificazione, dopo questo calare continuo nell’annientamento, facendo strada all’annientamento di Gesù, finisce la sua vita. Quel re perplesso diventa capace di una decisione, ma non perché il suo cuore sia stato convertito, ma perché il vino gli ha dato coraggio. E così Giovanni finisce la sua vita sotto l’autorità di un re mediocre, ubriaco e corrotto, per il capriccio di una ballerina e per l’odio vendicativo di un’adultera. Così finisce il Grande, l’uomo più grande nato da donna”.
Cristiani odiati anche oggi
“Quando io leggo questo brano – afferma a questo punto il Papa – vi confesso mi commuovo” e penso sempre “a due cose”:
“Primo, penso ai nostri martiri, ai martiri dei nostri giorni, quegli uomini, donne, bambini che sono perseguitati, odiati, cacciati via dalle case, torturati, massacrati. E questa non è una cosa del passato: oggi succede questo. I nostri martiri, che finiscono la loro vita sotto l’autorità corrotta di gente che odia Gesù Cristo. Ci farà bene pensare ai nostri martiri. Oggi pensiamo a Paolo Miki, ma quello è successo nel 1600. Pensiamo a quelli di oggi! Del 2015”.
Nessuno ha la vita "comprata"
Inoltre, prosegue il Papa, questo diminuire di Giovanni il Grande “continuamente fino al nulla” mi fa pensare, dice, “che siamo su questa strada e andiamo verso la terra, dove tutti finiremo”. Mi fa pensare a “me stesso”:
“Anche io finirò. Tutti noi finiremo. Nessuno ha la vita ‘comprata’. Anche noi, volendo o non volendo, andiamo sulla strada dell’annientamento esistenziale della vita, e questo, almeno a me, fa pregare che questo annientamento assomigli il più possibile a Gesù Cristo, al suo annientamento”.

da | radiovaticana

giovedì 5 febbraio 2015

Papa Francesco


Il Vangelo è parola di vita: non opprime le persone, al contrario, libera quanti sono schiavi di tanti spiriti malvagi di questo mondo: lo spirito della vanità, l’attaccamento al denaro, l’orgoglio, la sensualità… Il Vangelo cambia il cuore, cambia la vita, trasforma le inclinazioni al male in propositi di bene. 
Papa francesco

Appello del Papa per l'Ucraina: cessi orribile violenza fratricida


 


All’udienza generale Papa Francesco ha lanciato un nuovo appello di pace per l’Ucraina. Nel Paese non cessano le violenze: oggi un colpo di mortaio ha colpito un ospedale nella città di Donetsk, roccaforte dei separatisti filo-russi. Almeno 3 i morti.

 Il servizio di Sergio Centofanti:


Dialogo, unica via possibile

Ancora una volta il pensiero del Papa è andato “all’amato popolo ucraino”. “Purtroppo – ha detto - la situazione sta peggiorando e si aggrava la contrapposizione tra le parti”:
“Preghiamo anzitutto per le vittime, tra cui moltissimi civili, e per le loro famiglie, e chiediamo al Signore che cessi al più presto questa orribile violenza fratricida. Rinnovo l’accorato appello affinché si faccia ogni sforzo – anche a livello internazionale – per la ripresa del dialogo, unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra”.

Guerra fra cristiani, è uno scandalo

Quindi a braccio ha aggiunto queste parole:  
“Fratelli e sorelle, quando io sento le parole ‘vittoria’ o ‘sconfitta’ sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore. Non sono parole giuste; l’unica parola giusta è ‘pace’. Questa è l’unica parola giusta. Io penso a voi, fratelli e sorelle ucraini … Pensate, questa è una guerra fra cristiani! Voi tutti avete lo stesso battesimo! State lottando fra cristiani. Pensate a questo scandalo. E preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra”.

da | radiovaticana

lunedì 2 febbraio 2015

Papa a vescovi lituani: difendete famiglia da ideologie che la destabilizzano



Impegnatevi a promuovere la famiglia, contrastando l’influsso di ideologie che vogliono destabilizzarla. E’ l’esortazione di Papa Francesco nel discorso consegnato ai vescovi della Lituania, ricevuti in occasione della visita "ad Limina". Il Pontefice ha rammentato l’eroicità dei presuli lituani durante gli anni bui del regime comunista ed ha messo in guardia da nuove insidie come secolarismo e relativismo. Ancora, Francesco ha esortato l’episcopato del Paese baltico a formare dei laici convinti che diano un valido apporto nella società civile. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Dalla persecuzione comunista alle insidie del secolarismo
Grazie per l’“eroicità” con la quale avete “attraversato il triste periodo della persecuzione”. Il discorso di Papa Francesco esordisce evidenziando il grande ruolo che i vescovi della Lituania hanno avuto in difesa della libertà negli anni di regime comunista. Quindi, osserva che, se per lungo tempo, la Chiesa lituana “è stata oppressa da regimi fondati su ideologie contrarie alla dignità e alla libertà umana”, oggi deve confrontarsi con altre “insidie” quali il “secolarismo e il relativismo”. Correnti che, avverte, vanno affrontate in due modi: con un “annuncio instancabile del Vangelo e dei valori cristiani” e con “un dialogo costruttivo con tutti, anche con coloro che non appartengono alla Chiesa o sono lontani dall’esperienza religiosa”. Per questo, esorta, “le comunità cristiane siano sempre luoghi di accoglienza, di confronto aperto e costruttivo”.
Ideologie che vogliono destabilizzare famiglia
Il Papa rivolge, dunque, il pensiero al grande tema della famiglia e alle “sfide che è chiamata ad affrontare nel nostro tempo”. Francesco incoraggia i vescovi a “curare la pastorale familiare così che i coniugi sentano la vicinanza della comunità cristiana”. E annota che anche la Lituania, ora a pieno titolo nell’Unione Europea, è esposta “all’influsso di ideologie che vorrebbero introdurre elementi di destabilizzazione delle famiglie, frutto di un mal compreso senso di libertà personale”. Le secolari tradizioni lituane, soggiunge, “vi aiuteranno a rispondere” a tali sfide “secondo la ragione e secondo la fede”.
Formazione di laici convinti
Altro passaggio significativo del discorso è dedicato alla formazione di “laici convinti” che, evidenzia il Papa, “sappiano prendersi responsabilità all’interno della comunità ecclesiale e dare un valido apporto cristiano nella società civile”. I laici, ribadisce, vanno incoraggiati ad “essere presenti, con la forza di una fede adulta, in ambito civile, culturale, politico e sociale”. Il Pontefice non manca poi di chiedere ai vescovi una particolare attenzione per i seminaristi, i sacerdoti, le persone consacrate e richiama l’importanza dell’ “educazione alla povertà evangelica e alla gestione dei beni materiali secondo i principi della dottrina sociale della Chiesa”. Infine un pensiero ai poveri giacché - nonostante lo sviluppo economico - in Lituania ci sono “tanti bisognosi, disoccupati, malati, abbandonati”. Siate loro vicini, è l’esortazione di Francesco, non dimenticando quanti, “soprattutto tra i giovani” lasciano il Paese “e cercano di trovare una nuova strada all’estero”.
da | radiovaticano