sabato 4 aprile 2015

Alla Veglia pasquale, preghiera per i cristiani perseguitati

 
La benedizione del fuoco nell’atrio della Basilica vaticana e l’ingresso in processione col cero pasquale, mentre il coro intona l’“Exsultet”: saranno i modi di una liturgia antica a scandire come ogni anno i tempi della Veglia pasquale, che stasera Papa Francesco presiederà a partire dalle 20.30. Domani, poi, il Papa presiederà la Messa del giorno di Pasqua alle 10.30 in Piazza San Pietro e la concluderà impartendo la benedizione “Urbi et Orbi” dalla Loggia centrale della Basilica.

 Il servizio di Alessandro De Carolis:


È l’esodo del buio verso un giorno che non avrà un’altra oscurità, la Madre di tutte le Veglie. È una tomba senza senso, un telo funebre abbandonato, una pietra sepolcrale che non trattiene più nessuno. È il prodigio di una via di salvezza che si apre in mezzo al mare e un popolo schiavo si ritrova e libero.
Dieci catecumeni
Tutto questo celebra ogni anno la liturgia nella notte di Pasqua, densa di simboli di purificazione e rinascita, fuoco e acqua. La notte per eccellenza del Battesimo e della Cresima, Sacramenti che Francesco impartirà a dieci catecumeni adulti, uomini e donne, per metà italiani e altri provenienti da Cambogia, Albania, Portogallo.
Forza a chi è perseguitato
Una Veglia al di là del tempo, solenne in ogni suo attimo, in cui il canto esprime la gioia della Chiesa ed esulta con il coro degli angeli, ma che non dimenticherà nemmeno in questa circostanza i drammi della terra, quelli lontani di chi avrà una notte di Pasqua di paura o di sacrificio. Scenari che Francesco richiama ormai senza pause e che in San Pietro costituiranno l’ossatura della Preghiera universale. “Rinvigorisci la fede nei cristiani perseguitati”, reciterà una delle intenzioni. E ancora, “benedici i governanti che cercano la pace” e “converti i cuori dei seminatori di odio”.
Settemila lumini
E a dare in certo modo calore alla speranza di queste preghiere, oltre a rendere tangibile l’evento centrale della fede cristiana, saranno i settemila lumini preparati per le persone che saranno con Francesco in Basilica a ripetere con le parole di Mosè – prestandole a chi non potrà farlo: “Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza”.
da \ Radio Vaticana

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