Un cuore puro
come Maria
Padre Antonio Rungi
L’Immacolata Concezione richiama alla nostra attenzione uno
dei valori fondamentali della vita etica cristiana: la purezza del cuore e dei
sentimenti. Maria, preservata dal peccato originale e da tutti i peccati, per
un singolare privilegio in vista della redenzione di Cristo, è un mirabile
esempio per noi esseri umani, segnati dal peccato, di come vivere in questo
mondo e quali fondamentali scelte siamo chiamati a fare per rispondere in
pienezza alla chiama alla santità. Gesù Cristo nel discorso della montagna
proclama beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Questo vedere Dio va letto
in una concreta esperienza di vita come quella che può fare chi con occhi puri
vede Dio, gli altri e il mondo. Se oggi c'è qualcosa da evidenziare nella
solennità dell'Immacolata c'è proprio la purezza dei costumi e della vita. In
un mondo che dissacra tutto, che banalizza l'amore, che non rispetta
l'innocenza dei piccoli, la Tutta Pura che è la vergine Maria ci riporta al
cuore del problema di questo nostro tempo. Questo uomo del terzo millennio,
soprattutto del mondo occidentale, quello del presunto benessere, deve cambiare
rotta e strada, ben sapendo che la via santa di cui parla il profeta Isaia in
questo tempo di Avvento gli impuri ed i perversi non la potranno mai imboccare,
nel percorrerla. Da qui la necessità di purificare il cuore, la mente, la
cultura, i mezzi di comunicazione sociale che sempre più sono immersi
nell'immoralità, nella volgarità. Come cattolici e devoti della Madonna
Immacolata non possiamo assistere passivamente a questo sfacelo del mondo
moderno senza prendere seriamente a cuore il tema della purezza e della
castità. Tra i peccati che l'Immacolata contrasta apertamente è proprio il
vizio capitale della lussuria, quella che affascina uomini e donne del nostro
tempo e che sta minando i fondamenti della vita coniugale, dei fidanzati, delle
relazioni umane più ampie. Gli scandali che hanno toccato anche direttamente la
chiesa e il clero, denunciati con coraggio dal grande profeta dei tempi
odierni, Papa Benedetto XVI, ci devono impegnare in una profonda conversione
della vita e di purificazione da tutto il male che è dentro di noi e intorno a
noi. Ad imparare a fare il male ci vuole poco, anzi è quasi una fatto
immediato, ad imparare a fare il bene è necessario un lungo cammino di
perfezione verso Dio, che è bene per eccellenza. La Vergine Santa nella sua
esistenza terrena, vicino a Gesù e a Giuseppe il suo castissimo posto, nella
piena libertà della sua persona ha detto il suo sì totale a Dio con tutta se
stessa, vivendo il suo essere "immacolata" nella profondità di tutta
la sua vita di Madre di Dio e dell'umanità. A Lei oggi ci rivolgiamo con
semplicità di cuore, perché ci faccia capire dove sta il bene e dove sta il
male. Chi sta dalla parte di Dio sta dalla parte del bene e chi sta da parte
del serpente, simbolo di satana e del demonio, sta dalla parte del male. Maria
ha schiacciato la testa al terribile ingegnere del male, al progettista attento
ed oculato della distruzione morale di ogni persona. A lei ci affidiamo perché
nel duro combattimento con il principe di questo mondo usciamo vincitori, con
la palma della verginità e dei buoni sentimenti del cuore e dell'anima. Maria
la tutta pura, la senza macchia di peccato originale ci aiuti ad allontanarci
dal peccato che subdolamente si insinua nella nostra vita, senza neppure
accorgercene, anzi giustificandolo e convivendo con esso, fino al punto che
pensiamo di stare bene lontani da Dio e da tutto ciò che è bene, è morale, è
santo, puro, giusto e retto in questo mondo e per l'eternità. La nostra vera
festa e solennità dell'Immacolata facciamo sì che la sperimentiamo nel profondo
del cuore vivendo costantemente nella grazia di Dio e nella santità sulla cui
strada ci siamo immersi con la grazia santificante del Battesimo che ha rimosso
da noi il peccato originale, ma non le conseguenze di esso. Da qui la necessità
di vigilare sulla nostra condotta di vita perché non degradi mai ad un
condizione di indegnità e di immoralità senza confine e senza via d'uscita.

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