lunedì 23 febbraio 2015

Esercizi spirituali ad Ariccia. Padre Secondin: “Ritornare alle radici”


 

Prima di recitare l'Angelus, Papa Francesco ha ricordato e ha chiesto preghiere per il periodo di Esercizi spirituali quaresimali che dal pomeriggio e fino a venerdì 27 febbraio, lo vedranno impegnato assieme ai suoi collaboratori della Curia Romana nella Casa Divin Maestro di Ariccia. “Servitori e profeti del Dio vivente” è il tema delle meditazioni, tenute dal padre carmelitano Bruno Secondin, docente ordinario emerito di Spiritualità moderna e Fondamenti di vita spirituale alla Gregoriana. 

Ce ne parla Sergio Centofanti:


Le meditazioni presentano una lettura pastorale del profeta Elia, una delle più grandi figure dell’Antico Testamento, difensore della fedeltà a Dio contro gli idoli. Vissuto nel IX secolo avanti Cristo, perseguitato dai regnanti dell’epoca, Elia fugge nel deserto dove ha un momento di scoraggiamento tanto da desiderare la morte. Viene nutrito misteriosamente con pane e acqua ritrovando la forza di camminare per 40 giorni e 40 notti e raggiungere così l’Oreb, il monte su cui Dio gli si manifesterà non con potenza ma come un vento leggero. Nella sua debolezza, così, fa la vera esperienza di Dio.
Padre Secondin, seguendo il cammino di Elia, rifletterà sull’autenticità della fede: i temi delle meditazioni evidenziano la necessità di “ritornare alle radici” e avere il coraggio di “dire no all’ambiguità”, passando “dagli idoli vani alla pietà vera”, “dalla fuga al pellegrinaggio”. In questo cammino c’è il superamento dell’angoscia per inoltrarsi verso la vita. Ma occorre “lasciarsi sorprendere da Dio”, perché il Signore è un vento leggero, una “voce di silenzio lieve”: è diverso da come ce lo immaginiamo. Parlando dell’incontro di Elia con la vedova di Zarepta, padre Secondin ricorderà che i poveri ci evangelizzano. Quindi, indicherà i cristiani come testimoni di giustizia e solidarietà e profeti di fraternità.
Nelle sue meditazioni padre Secondin utilizzerà il metodo della Lectio divina: si tratta della lettura della Sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera che realizza quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, gli si risponde con fiduciosa apertura del cuore.
“La Lectio divina – ha affermato Benedetto XVI - consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo, quasi ‘ruminandolo’ come dicono i Padri, e spremendone, per così dire, tutto il ‘succo’, perché nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta. Condizione della lectio divina è che la mente ed il cuore siano illuminati dallo Spirito Santo, cioè dallo stesso Ispiratore delle Scritture, e si pongano perciò in atteggiamento di religioso ascolto”.
Durante il periodo di ritiro, come di consueto, vengono sospese le udienze private e speciali, compresa l’udienza generale del mercoledì.

da | radiovaticana.va

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